Memorie di un rinnegato
Risorsa locale

Mughini, Giampiero

Memorie di un rinnegato

Abstract: Senza rispettare la cronologia, com'è diritto di chi scrive e rammemora, Giampiero Mughini ci regala i ricordi di una vita e insieme una narrazione unica dell'ultimo mezzo secolo del nostro paese.A chi l'ha definito un rinnegato, Mughini ha risposto con una vita ad altissimo tasso d'indipendenza – "la più fiera che mi ritrovo" – e lontana da qualsivoglia rigidità ideologica: lui che ha vissuto per intero la stagione dell'impegno intellettuale e militante a sinistra ma che non ha mai avuto altra tessera se non quella del trasporto pubblico romano; lui che ha tratto il pane dal lavorare nei giornali ma che in tutti i giornali in cui ha lavorato non si è nemmeno tolto l'impermeabile, "come uno che entra in una casa da cui sa che andrà via subito"; lui che ha fatto la tv popolare però mai in trent'anni si è arruffianato il gusto popolare nella sua accezione televisivamente più piaciona – "sarebbe stato un barare con me stesso, me ne sarei vergognato"; e guai a chiamarlo opinionista, lui che in tv si reputa solo un ospite, che chiacchiera con altri ospiti sull'uno o sull'altro tema della catastrofe del nostro tempo.


Titolo e contributi: Memorie di un rinnegato

Pubblicazione: Bompiani, 24/04/2019

EAN: 9788845299926

Data:24-04-2019

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 24-04-2019

Senza rispettare la cronologia, com'è diritto di chi scrive e rammemora, Giampiero Mughini ci regala i ricordi di una vita e insieme una narrazione unica dell'ultimo mezzo secolo del nostro paese.A chi l'ha definito un rinnegato, Mughini ha risposto con una vita ad altissimo tasso d'indipendenza – "la più fiera che mi ritrovo" – e lontana da qualsivoglia rigidità ideologica: lui che ha vissuto per intero la stagione dell'impegno intellettuale e militante a sinistra ma che non ha mai avuto altra tessera se non quella del trasporto pubblico romano; lui che ha tratto il pane dal lavorare nei giornali ma che in tutti i giornali in cui ha lavorato non si è nemmeno tolto l'impermeabile, "come uno che entra in una casa da cui sa che andrà via subito"; lui che ha fatto la tv popolare però mai in trent'anni si è arruffianato il gusto popolare nella sua accezione televisivamente più piaciona – "sarebbe stato un barare con me stesso, me ne sarei vergognato"; e guai a chiamarlo opinionista, lui che in tv si reputa solo un ospite, che chiacchiera con altri ospiti sull'uno o sull'altro tema della catastrofe del nostro tempo.

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