Abstract: Romanzo felice e carnale, La chiara fontana narra – in stato di grazia – l'arte di un'epoca, la forza dei sensi e l'esultanza del corpo. Luglio 1873: il grande pittore realista Gustave Courbet – autore della famigerata Origine del mondo al centro di mille scandali – inizia il suo esilio in Svizzera. È stato tra i protagonisti dell'irripetibile stagione della Comune di Parigi e ha contribuito all'abbattimento della colonna Vendôme, simbolo del più tronfio imperialismo. Condannato a risarcire i danni e a scontare sei mesi di galera in una Francia insanguinata dalla reazione, Courbet ha scelto la fuga, ossia la libertà. E proprio come "la conseguenza di una libertà" David Bosc racconta gli ultimi quattro anni di vita di questo colosso della pittura, una libertà che è "dovere di governare se stessi" e coincide con le gioie, pure e contagiose, dell'arte e della Natura. Con una lingua luminosa, Bosc alterna in un vivace montaggio documenti, testimonianze e lucida immaginazione per consegnarci un modello di etica pratica e sensoriale, il ritratto di un uomo schietto, generoso, lontanissimo da ogni mitologia della genialità. La vita ebbra e consapevole di un artigiano del sublime.
Titolo e contributi: La chiara fontana
Pubblicazione: L'orma editore, 30/01/2018
EAN: 9788899793302
Data:30-01-2018
Romanzo felice e carnale, La chiara fontana narra – in stato di grazia – l'arte di un'epoca, la forza dei sensi e l'esultanza del corpo. Luglio 1873: il grande pittore realista Gustave Courbet – autore della famigerata Origine del mondo al centro di mille scandali – inizia il suo esilio in Svizzera. È stato tra i protagonisti dell'irripetibile stagione della Comune di Parigi e ha contribuito all'abbattimento della colonna Vendôme, simbolo del più tronfio imperialismo. Condannato a risarcire i danni e a scontare sei mesi di galera in una Francia insanguinata dalla reazione, Courbet ha scelto la fuga, ossia la libertà. E proprio come "la conseguenza di una libertà" David Bosc racconta gli ultimi quattro anni di vita di questo colosso della pittura, una libertà che è "dovere di governare se stessi" e coincide con le gioie, pure e contagiose, dell'arte e della Natura. Con una lingua luminosa, Bosc alterna in un vivace montaggio documenti, testimonianze e lucida immaginazione per consegnarci un modello di etica pratica e sensoriale, il ritratto di un uomo schietto, generoso, lontanissimo da ogni mitologia della genialità. La vita ebbra e consapevole di un artigiano del sublime.
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