Abstract: Mai come in questo libro, che raduna i celebri corsi dai quali prese avvio – subito dopo la fine della prima guerra mondiale – una fulminante carriera di docente, Heidegger ha trattato con ampiezza e profondità, passione e coinvolgimento, il fenomeno della religione. E c'è un motivo. A questi corsi, infatti, egli si dedicò nel pieno di una crisi religiosa che lo portò ad abbandonare il "sistema del cattolicesimo" e che conferisce ai suoi lavori di questo periodo quella tensione che accompagna le grandi svolte. Si tratta dell'"Introduzione alla fenomenologia della religione" (1920/21), del corso su "Agostino e il neoplatonismo" (1921) e di quello su "I fondamenti filosofici della mistica medioevale" (annunciato per il 1919/20 ma non svolto), cui si aggiunge la recensione al volume di Rudolf Otto, "Il sacro".Senza rinunciare al proprio punto di vista squisitamente filosofico, e professandosi "ateo in linea di principio", Heidegger interpreta l'esperienza religiosa come matrice esemplare per capire la dinamica originaria della vita umana nella sua "fatticità", quindi nella sua "gettatezza", finitudine e storicità. In particolare egli si accosta ai documenti del primo cristianesimo, e soprattutto alle lettere dell'apostolo Paolo e alle "Confessioni" di Agostino, per assimilarne con avidità le intuizioni filosofiche e delineare sulla loro scorta i tratti genuini della vita umana nella sua fatale tendenza alla perdizione e allo scacco – ma anche nella sua ricerca di un arduo eppur raggiungibile riscatto.
Titolo e contributi: Fenomenologia della vita religiosa
Pubblicazione: Adelphi, 25/07/2019
EAN: 9788845918322
Data:25-07-2019
Mai come in questo libro, che raduna i celebri corsi dai quali prese avvio – subito dopo la fine della prima guerra mondiale – una fulminante carriera di docente, Heidegger ha trattato con ampiezza e profondità, passione e coinvolgimento, il fenomeno della religione. E c'è un motivo. A questi corsi, infatti, egli si dedicò nel pieno di una crisi religiosa che lo portò ad abbandonare il "sistema del cattolicesimo" e che conferisce ai suoi lavori di questo periodo quella tensione che accompagna le grandi svolte. Si tratta dell'"Introduzione alla fenomenologia della religione" (1920/21), del corso su "Agostino e il neoplatonismo" (1921) e di quello su "I fondamenti filosofici della mistica medioevale" (annunciato per il 1919/20 ma non svolto), cui si aggiunge la recensione al volume di Rudolf Otto, "Il sacro".Senza rinunciare al proprio punto di vista squisitamente filosofico, e professandosi "ateo in linea di principio", Heidegger interpreta l'esperienza religiosa come matrice esemplare per capire la dinamica originaria della vita umana nella sua "fatticità", quindi nella sua "gettatezza", finitudine e storicità. In particolare egli si accosta ai documenti del primo cristianesimo, e soprattutto alle lettere dell'apostolo Paolo e alle "Confessioni" di Agostino, per assimilarne con avidità le intuizioni filosofiche e delineare sulla loro scorta i tratti genuini della vita umana nella sua fatale tendenza alla perdizione e allo scacco – ma anche nella sua ricerca di un arduo eppur raggiungibile riscatto.
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