Le due figure dello straniero
Risorsa locale

Hamad, Nazir - Guarnieri, Cristina - Jerkov, Janja

Le due figure dello straniero

Abstract: I riferimenti identitari su cui spesso fondiamo la nostra idea di comunità (lingua, cultura, religione, costumi, terra) servono a costruire un dentro, un noi, separato da un fuori, gli stranieri. La logica della frontiera include ed esclude al tempo stesso: che ruolo vi svolge la figura dellimmigrato? Con rara finezza analitica, Hamad svela le ambiguità che insidiano ogni radicalismo etnico-comunitario e indaga il funzionamento psichico dei processi di identificazione e appartenenza, accostando la questione dellimmigrazione a quella delladozione. Al fondo di ogni chiusura identitaria e di ogni rigetto dellalterità si scopre così quell"inquietante estraneità", evocata da Freud, che abita intimamente ciascuno di noi. Da qui, la necessità etica di fare un "passo di lato" rispetto al discorso sociale imperante per far risuonare una voce singolare capace di dire, dinanzi a ogni pretesa di violenta omogeneità:  "Non nel mio nome".


Titolo e contributi: Le due figure dello straniero

Pubblicazione: Castelvecchi, 30/08/2019

EAN: 9788832826838

Data:30-08-2019

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 30-08-2019

I riferimenti identitari su cui spesso fondiamo la nostra idea di comunità (lingua, cultura, religione, costumi, terra) servono a costruire un dentro, un noi, separato da un fuori, gli stranieri. La logica della frontiera include ed esclude al tempo stesso: che ruolo vi svolge la figura dellimmigrato? Con rara finezza analitica, Hamad svela le ambiguità che insidiano ogni radicalismo etnico-comunitario e indaga il funzionamento psichico dei processi di identificazione e appartenenza, accostando la questione dellimmigrazione a quella delladozione. Al fondo di ogni chiusura identitaria e di ogni rigetto dellalterità si scopre così quell"inquietante estraneità", evocata da Freud, che abita intimamente ciascuno di noi. Da qui, la necessità etica di fare un "passo di lato" rispetto al discorso sociale imperante per far risuonare una voce singolare capace di dire, dinanzi a ogni pretesa di violenta omogeneità:  "Non nel mio nome".

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