Il "Sofista" di Platone
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Heidegger, Martin

Il "Sofista" di Platone

Abstract: Se nei primi anni Venti il giovane Heidegger, ancora assistente di Husserl, aveva interrogato soprattutto Aristotele, divenuto professore a Marburgo inizia, con le dense lezioni universitarie qui raccolte – fondamentali nell'evoluzione del suo pensiero –, un cammino a ritroso che penetra nelle maglie concettuali di Platone. Ed è in questo percorso che matura quell'indagine sulla questione dell'essere che illuminerà, di lì a breve, l'analitica di "Essere e tempo", e rimarrà sempre cifra ispiratrice di tutta la speculazione heideggeriana. Nell'abbordare il problema ontologico per "via negationis", attraverso la ricostruzione dello statuto del non-essere, del nulla – cruciale per tutto l'Occidente sin da Parmenide –, Heidegger mostra come sia dunque di importanza centrale la definizione del "so­fista", nucleo dell'omonimo dialogo platonico. Assumendo infatti che egli professi pensieri privi di sussistenza, e affermi cose che non sono, si ammette implicitamente – contro il divieto di Parmenide – la realtà di ciò che non è. Ne consegue l'inevita­bi­lità di una riflessione sul "nulla" – il che obbliga a un fondamentale ripensamento della questione dell'essere. La rigorosa chiarificazione storico-filosofica – prima ancora che filologica – del testo platonico (ma anche di decisivi passaggi di Aristotele) fa così emergere nel cuore del Novecento la domanda più radicale – e ineludibile: perché l'essere e non piuttosto il nulla?


Titolo e contributi: Il "Sofista" di Platone

Pubblicazione: Adelphi, 26/09/2019

EAN: 9788845928475

Data:26-09-2019

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 26-09-2019

Se nei primi anni Venti il giovane Heidegger, ancora assistente di Husserl, aveva interrogato soprattutto Aristotele, divenuto professore a Marburgo inizia, con le dense lezioni universitarie qui raccolte – fondamentali nell'evoluzione del suo pensiero –, un cammino a ritroso che penetra nelle maglie concettuali di Platone. Ed è in questo percorso che matura quell'indagine sulla questione dell'essere che illuminerà, di lì a breve, l'analitica di "Essere e tempo", e rimarrà sempre cifra ispiratrice di tutta la speculazione heideggeriana. Nell'abbordare il problema ontologico per "via negationis", attraverso la ricostruzione dello statuto del non-essere, del nulla – cruciale per tutto l'Occidente sin da Parmenide –, Heidegger mostra come sia dunque di importanza centrale la definizione del "so­fista", nucleo dell'omonimo dialogo platonico. Assumendo infatti che egli professi pensieri privi di sussistenza, e affermi cose che non sono, si ammette implicitamente – contro il divieto di Parmenide – la realtà di ciò che non è. Ne consegue l'inevita­bi­lità di una riflessione sul "nulla" – il che obbliga a un fondamentale ripensamento della questione dell'essere. La rigorosa chiarificazione storico-filosofica – prima ancora che filologica – del testo platonico (ma anche di decisivi passaggi di Aristotele) fa così emergere nel cuore del Novecento la domanda più radicale – e ineludibile: perché l'essere e non piuttosto il nulla?

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