Il cazzaro verde. Ritratto scorretto di Matteo Salvini
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Scanzi, Andrea

Il cazzaro verde. Ritratto scorretto di Matteo Salvini

Abstract: Chi è davvero Matteo Salvini? Ce lo racconta Andrea Scanzi, col suo stile ironico e irriverente, in questo libro che segue a ruota i bestseller Renzusconi e Salvimaio. Salvini appare qui non come il "nuovo fascista", bensì – per dirla con Montanelli – come uno sbilenco "guappo di cartone". E i guappi, spesso, li smascheri col sorriso. Scanzi tratteggia le caratteristiche salienti di un politico tutto chiacchiere e distintivo. C'è la critica seria: le incongruenze politiche, la malandata classe dirigente leghista, la "ferocia" nel gestire i migranti durante il governo giallo-verde, le parole sulla famiglia Cucchi, il clamoroso autogol estivo che gli è costato il Viminale. E c'è la satira, che colpisce uno statista che si definì da solo "nullafacente" e vive ancora il dramma di quando da bambino gli rubarono Zorro. Il Salvini di Scanzi è un leader bislacco che vive in tivù e fa "disobbedienza civile" con le merendine. Beve mojito al Papeete. Posta foto mentre si ingozza. Cita De André senza averci capito nulla. E ha l'ardire di definirsi "nuovo", quando in realtà è il politico più vecchio della cosiddetta Terza Repubblica.


Titolo e contributi: Il cazzaro verde. Ritratto scorretto di Matteo Salvini

Pubblicazione: PaperFIRST, 24/10/2019

EAN: 9788899784850

Data:24-10-2019

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 24-10-2019

Chi è davvero Matteo Salvini? Ce lo racconta Andrea Scanzi, col suo stile ironico e irriverente, in questo libro che segue a ruota i bestseller Renzusconi e Salvimaio. Salvini appare qui non come il "nuovo fascista", bensì – per dirla con Montanelli – come uno sbilenco "guappo di cartone". E i guappi, spesso, li smascheri col sorriso. Scanzi tratteggia le caratteristiche salienti di un politico tutto chiacchiere e distintivo. C'è la critica seria: le incongruenze politiche, la malandata classe dirigente leghista, la "ferocia" nel gestire i migranti durante il governo giallo-verde, le parole sulla famiglia Cucchi, il clamoroso autogol estivo che gli è costato il Viminale. E c'è la satira, che colpisce uno statista che si definì da solo "nullafacente" e vive ancora il dramma di quando da bambino gli rubarono Zorro. Il Salvini di Scanzi è un leader bislacco che vive in tivù e fa "disobbedienza civile" con le merendine. Beve mojito al Papeete. Posta foto mentre si ingozza. Cita De André senza averci capito nulla. E ha l'ardire di definirsi "nuovo", quando in realtà è il politico più vecchio della cosiddetta Terza Repubblica.

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