Dove non siamo stati
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Vivinetto, Giovanna Cristina

Dove non siamo stati

Abstract: Dove non siamo stati, sembra dirci l'autrice in questo nuovo libro di poesie, in realtà c'eravamo già: eravamo nei corpi e nelle storie degli altri. La transizione, che nei versi di Dolore minimo è sessuale, diventa qui un dato esistenziale irrinunciabile per poter andare avanti. Una poesia di fantasmi e di addii, di case abbandonate, di realtà custodite solo nel ricordo di chi resta, nei giochi lasciati dai bambini nei cortili dell'infanzia. Un senso di conclusione pervade i suoi versi serrati, quello definitivo che sempre precede il cambiamento. Una fine che va indagata nei momenti più dolenti, prima di lasciare il passo alla realtà nuova che bussa alle porte. Un portato poetico universale e autentico, in cui l'esperienza personale si trasfigura per accogliere il vissuto di ciascuno, interrogando un vuoto in cui, a ben vedere, siamo sempre stati. Con una prefazione di Roberta Dapunt e una nota critica di Alberto Bertoni.


Titolo e contributi: Dove non siamo stati

Pubblicazione: Rizzoli, 18/02/2020

EAN: 9788817145527

Data:18-02-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-02-2020

Dove non siamo stati, sembra dirci l'autrice in questo nuovo libro di poesie, in realtà c'eravamo già: eravamo nei corpi e nelle storie degli altri. La transizione, che nei versi di Dolore minimo è sessuale, diventa qui un dato esistenziale irrinunciabile per poter andare avanti. Una poesia di fantasmi e di addii, di case abbandonate, di realtà custodite solo nel ricordo di chi resta, nei giochi lasciati dai bambini nei cortili dell'infanzia. Un senso di conclusione pervade i suoi versi serrati, quello definitivo che sempre precede il cambiamento. Una fine che va indagata nei momenti più dolenti, prima di lasciare il passo alla realtà nuova che bussa alle porte. Un portato poetico universale e autentico, in cui l'esperienza personale si trasfigura per accogliere il vissuto di ciascuno, interrogando un vuoto in cui, a ben vedere, siamo sempre stati. Con una prefazione di Roberta Dapunt e una nota critica di Alberto Bertoni.

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