Abstract: Che Jung considerasse l'immaginario alchemico una risorsa per la pratica psicoanalitica è testimoniato da opere quali "Psicologia e alchimia" e "Mysterium Coniunctionis". Negli scritti qui raccolti Hillman riprende e approfondisce le intuizioni junghiane traendone un solido impianto epistemologico, sorprendente per coerenza e originalità. Se "l'individuazione della nostra anima richiede il riconoscimento dell'individualità dell'anima presente nelle cose", è legittimo affiancare alla psicologia un mondo a prima vista ai suoi antipodi come l'alchimia, giacché non vi è poi grande differenza tra chi tentava di trasmutare metalli vili in oro e chi trasmuta anime sofferenti in anime rasserenate, "indorate" di pace. Con il contagioso entusiasmo di un esploratore, Hillman illustra le corrispondenze insospettate tra stadi dell'"opus" alchemico e momenti dell'"opus" analitico: dalla "nigredo" inconsolabile delle fasi depressive alla lunare "albedo" della riflessione, dalla "citrinitas" dolorosa, in cui la mente "soffre la propria comprensione", alla "rubedo" finale, che porta all'armonia di psiche e cosmo, di giudizio critico e fantasia estetica. E il primo paziente di questa terapia fondata su sostanze mutevoli e influssi astrologici è la psicologia stessa, poiché lo scopo dichiarato di "Psicologia alchemica" è fornirle "un altro metodo per immaginare le proprie idee e i propri procedimenti", guarirla dalla "letteralizzazione" che ne ha fatto un sistema di concetti ossificati e inariditi. Qui sta, in definitiva, la vera forza di queste pagine: il linguaggio alchemico dona nuova energia a quel processo di revisione della psicologia cui James Hillman ha dedicato tutta la vita.
Titolo e contributi: Psicologia alchemica
Pubblicazione: Adelphi, 20/03/2020
EAN: 9788845927997
Data:20-03-2020
Che Jung considerasse l'immaginario alchemico una risorsa per la pratica psicoanalitica è testimoniato da opere quali "Psicologia e alchimia" e "Mysterium Coniunctionis". Negli scritti qui raccolti Hillman riprende e approfondisce le intuizioni junghiane traendone un solido impianto epistemologico, sorprendente per coerenza e originalità. Se "l'individuazione della nostra anima richiede il riconoscimento dell'individualità dell'anima presente nelle cose", è legittimo affiancare alla psicologia un mondo a prima vista ai suoi antipodi come l'alchimia, giacché non vi è poi grande differenza tra chi tentava di trasmutare metalli vili in oro e chi trasmuta anime sofferenti in anime rasserenate, "indorate" di pace. Con il contagioso entusiasmo di un esploratore, Hillman illustra le corrispondenze insospettate tra stadi dell'"opus" alchemico e momenti dell'"opus" analitico: dalla "nigredo" inconsolabile delle fasi depressive alla lunare "albedo" della riflessione, dalla "citrinitas" dolorosa, in cui la mente "soffre la propria comprensione", alla "rubedo" finale, che porta all'armonia di psiche e cosmo, di giudizio critico e fantasia estetica. E il primo paziente di questa terapia fondata su sostanze mutevoli e influssi astrologici è la psicologia stessa, poiché lo scopo dichiarato di "Psicologia alchemica" è fornirle "un altro metodo per immaginare le proprie idee e i propri procedimenti", guarirla dalla "letteralizzazione" che ne ha fatto un sistema di concetti ossificati e inariditi. Qui sta, in definitiva, la vera forza di queste pagine: il linguaggio alchemico dona nuova energia a quel processo di revisione della psicologia cui James Hillman ha dedicato tutta la vita.
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