La signora trasformata in volpe
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Garnett, David

La signora trasformata in volpe

Abstract: "Scapestrati, stravaganti, ingenui, incom­petenti, eccentrici e industriosi oltre ogni limite": così nel 1930, in una lettera al ni­pote Quentin, Virginia Woolf definiva i componenti di quello che fu il gruppo di Bloomsbury. Dello spirito di Bloomsbury David Garnett è stato capace di catturare nei suoi libri la quintessenza: lo humour, la leggerezza, la finezza, ma anche la capa­cità di penetrare a fondo nelle pieghe dei comportamenti amorosi. Qualità che ren­dono unico questo "conte fantastique", dedi­cato a quel Duncan Grant che era stato il suo amante e che lo avrebbe poi visto, molto tempo dopo e molto controvoglia, sposare, cinquantenne, la figlia che lo stes­so Duncan aveva avuto da Vanessa Bell e a cui il marito di quest'ultima aveva dato se­renamente il proprio nome (i triangoli e­rano la specialità degli "scapestrati"). La storia della bella Silvia Tebrick, che un giorno, senza preavviso, si tramuta in una volpe sotto gli occhi stupefatti del marito (il quale continuerà ad amarla e accudirla anche quando lei comincerà, inesorabil­mente, a inselvatichirsi), può essere letta (e lo è stato) come una lettera in codice indirizzata a Grant, o come un apologo sulla sessualità femminile, o ancora come un'allegoria dell'amore assoluto – oppu­re, e sarebbe la scelta più avveduta, la si può semplicemente assaporare, abbando­nandosi al piacere di una lettura che è pu­ro, brillante divertimento.


Titolo e contributi: La signora trasformata in volpe

Pubblicazione: Adelphi, 04/06/2020

EAN: 9788845934780

Data:04-06-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 04-06-2020

"Scapestrati, stravaganti, ingenui, incom­petenti, eccentrici e industriosi oltre ogni limite": così nel 1930, in una lettera al ni­pote Quentin, Virginia Woolf definiva i componenti di quello che fu il gruppo di Bloomsbury. Dello spirito di Bloomsbury David Garnett è stato capace di catturare nei suoi libri la quintessenza: lo humour, la leggerezza, la finezza, ma anche la capa­cità di penetrare a fondo nelle pieghe dei comportamenti amorosi. Qualità che ren­dono unico questo "conte fantastique", dedi­cato a quel Duncan Grant che era stato il suo amante e che lo avrebbe poi visto, molto tempo dopo e molto controvoglia, sposare, cinquantenne, la figlia che lo stes­so Duncan aveva avuto da Vanessa Bell e a cui il marito di quest'ultima aveva dato se­renamente il proprio nome (i triangoli e­rano la specialità degli "scapestrati"). La storia della bella Silvia Tebrick, che un giorno, senza preavviso, si tramuta in una volpe sotto gli occhi stupefatti del marito (il quale continuerà ad amarla e accudirla anche quando lei comincerà, inesorabil­mente, a inselvatichirsi), può essere letta (e lo è stato) come una lettera in codice indirizzata a Grant, o come un apologo sulla sessualità femminile, o ancora come un'allegoria dell'amore assoluto – oppu­re, e sarebbe la scelta più avveduta, la si può semplicemente assaporare, abbando­nandosi al piacere di una lettura che è pu­ro, brillante divertimento.

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