Ricordi di un entomologo
Risorsa locale

Fabre, Jean-Henri

Ricordi di un entomologo

Abstract: Se si eccettuano api e formiche – che am­miriamo per la loro operosità e organizza­zione, ma teniamo comunque alla larga – gli insetti, questi esseri con cui da sempre condividiamo il pianeta, restano per noi degli estranei, il più delle volte fastidiosi e ripugnanti. Eppure, per cambiare il nostro sguardo su di loro, basterebbe aprire a caso una pagina dei "Ricordi" di Fabre.Quest'opera immensa, che ha aperto la strada a un nuovo modo di intendere lo stu­dio del mondo animale (sino allora relegato dietro le quinte di un museo di storia naturale), è attraversata da una felicità nar­rativa difficilmente eguagliabile in una trat­tazione scientifica, e ancora oggi resta uno di quei rari libri che riescono a trasmettere a qualsiasi lettore la passione verso l'ogget­to di cui parlano. Perché Fabre era prima di tutto uno scrittore, e nella sua prosa ogni esemplare delle infinite specie da lui osser­vate – descritto con millimetrica precisio­ne nel corpo e nell'agire – può trasformar­si nel protagonista di un racconto di avven­tura, a tratti esilarante, che non svela il suo disegno sino alla fine. "Interrogare l'insetto", investigando le ragioni apparentemen­te insondabili del suo comportamento, è stata la missione della vita di Fabre. E sem­pre, al cuore di una visione del mondo che ben poco concede al caso (le teorie di Dar­win non lo turbarono, mentre Darwin di­chiarò la sua ammirazione per lui), rimane l'istinto: questo dono "perfetto fin dall'ori­gine", che detta la misura delle cose.


Titolo e contributi: Ricordi di un entomologo

Pubblicazione: Adelphi, 23/07/2020

EAN: 9788845934742

Data:23-07-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 23-07-2020

Se si eccettuano api e formiche – che am­miriamo per la loro operosità e organizza­zione, ma teniamo comunque alla larga – gli insetti, questi esseri con cui da sempre condividiamo il pianeta, restano per noi degli estranei, il più delle volte fastidiosi e ripugnanti. Eppure, per cambiare il nostro sguardo su di loro, basterebbe aprire a caso una pagina dei "Ricordi" di Fabre.Quest'opera immensa, che ha aperto la strada a un nuovo modo di intendere lo stu­dio del mondo animale (sino allora relegato dietro le quinte di un museo di storia naturale), è attraversata da una felicità nar­rativa difficilmente eguagliabile in una trat­tazione scientifica, e ancora oggi resta uno di quei rari libri che riescono a trasmettere a qualsiasi lettore la passione verso l'ogget­to di cui parlano. Perché Fabre era prima di tutto uno scrittore, e nella sua prosa ogni esemplare delle infinite specie da lui osser­vate – descritto con millimetrica precisio­ne nel corpo e nell'agire – può trasformar­si nel protagonista di un racconto di avven­tura, a tratti esilarante, che non svela il suo disegno sino alla fine. "Interrogare l'insetto", investigando le ragioni apparentemen­te insondabili del suo comportamento, è stata la missione della vita di Fabre. E sem­pre, al cuore di una visione del mondo che ben poco concede al caso (le teorie di Dar­win non lo turbarono, mentre Darwin di­chiarò la sua ammirazione per lui), rimane l'istinto: questo dono "perfetto fin dall'ori­gine", che detta la misura delle cose.

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