La palla al piede
Risorsa locale

De Francesco, Antonino

La palla al piede

Abstract: "Un utile libro sugli stereotipi che tormentano chi crede nell'Italia unita"Corrado Stajano – Corriere della SeraPer il movimento risorgimentale il Mezzogiorno rappresentò sino al 1848 una terra dal forte potenziale rivoluzionario. Successivamente, la tragedia di Pisacane a Sapri e le modalità stesse del crollo delle Due Sicilie trasformarono quel mito in un incubo: le regioni meridionali parvero, agli occhi della nuova Italia, una terra indistintamente arretrata, dove il passatismo e la superstizione incrociavano la violenza del brigantaggio.Nacque così un'Africa in casa, la pesante palla al piede che frenava il resto del paese nel proprio slancio modernizzatore. Per dare forma a questa disillusione si fece ricorso a quanto la tradizione culturale da tempo metteva a disposizione, ossia una serie di stereotipi e luoghi comuni che, sin dal Settecento, avevano presentato il Mezzogiorno come un mondo esotico e antropologicamente diverso. Essi si diffusero rapidamente, anche tramite opere letterarie, giornalistiche, teatrali e cinematografiche, e servirono a legittimare la paternalistica presa in carico di una società incapace di governarsi da sé nonché la pretesa di liberarsi del fardello di un mondo reputato improduttivo e parassitario.Il libro ripercorre la storia largamente inesplorata della natura politica di un pregiudizio che ha condizionato centocinquant'anni di vita unitaria e che ancora surriscalda il dibattito in Italia.


Titolo e contributi: La palla al piede

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 08/10/2022

EAN: 9788807894299

Data:08-10-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 08-10-2022

"Un utile libro sugli stereotipi che tormentano chi crede nell'Italia unita"Corrado Stajano – Corriere della SeraPer il movimento risorgimentale il Mezzogiorno rappresentò sino al 1848 una terra dal forte potenziale rivoluzionario. Successivamente, la tragedia di Pisacane a Sapri e le modalità stesse del crollo delle Due Sicilie trasformarono quel mito in un incubo: le regioni meridionali parvero, agli occhi della nuova Italia, una terra indistintamente arretrata, dove il passatismo e la superstizione incrociavano la violenza del brigantaggio.Nacque così un'Africa in casa, la pesante palla al piede che frenava il resto del paese nel proprio slancio modernizzatore. Per dare forma a questa disillusione si fece ricorso a quanto la tradizione culturale da tempo metteva a disposizione, ossia una serie di stereotipi e luoghi comuni che, sin dal Settecento, avevano presentato il Mezzogiorno come un mondo esotico e antropologicamente diverso. Essi si diffusero rapidamente, anche tramite opere letterarie, giornalistiche, teatrali e cinematografiche, e servirono a legittimare la paternalistica presa in carico di una società incapace di governarsi da sé nonché la pretesa di liberarsi del fardello di un mondo reputato improduttivo e parassitario.Il libro ripercorre la storia largamente inesplorata della natura politica di un pregiudizio che ha condizionato centocinquant'anni di vita unitaria e che ancora surriscalda il dibattito in Italia.

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