Velopensieri. Un ciclista fuori dal gruppo
Risorsa locale

Ricci, Francesco

Velopensieri. Un ciclista fuori dal gruppo

Abstract: La mia terra è l'Appennino. Getto lo sguardo oltre le colline, verso il crinale. La terra ha il colore del pane abbrustolito. Di farina di castagne. Di foglie cadute in autunno. Osservo. Non faccio altro quando vado in bici. Arranco sui pedali, un uomo è chino davanti alla sua porta di casa circondata da vecchi mattoni a vista. Qual è la differenza tra gli uomini piegati su se stessi e gli uomini che si credono arrivati?Quelli che comandano, che appaiono, che descrivono, che raccontano, che filmano, che suonano, che vincono, alla fine sono uomini come questi. Siamo tutti feriti in battaglie che non abbiamo mai combattuto. Siamo dei reduci. Accolgo nei polmoni il profumo dell'asfalto di strade secondarie e poco frequentate. Una bellezza minima. Un sapore di infanzia e di libertà. Solo nella strada, a guardare le lapidi dei partigiani morti. Alberi solitari. Solchi nei campi. Un giorno torneranno i papaveri.E allora sì, sarà finalmente estate.


Titolo e contributi: Velopensieri. Un ciclista fuori dal gruppo

Pubblicazione: Ediciclo, 08/10/2020

EAN: 9788865490884

Data:08-10-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe oppure con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 08-10-2020

La mia terra è l'Appennino. Getto lo sguardo oltre le colline, verso il crinale. La terra ha il colore del pane abbrustolito. Di farina di castagne. Di foglie cadute in autunno. Osservo. Non faccio altro quando vado in bici. Arranco sui pedali, un uomo è chino davanti alla sua porta di casa circondata da vecchi mattoni a vista. Qual è la differenza tra gli uomini piegati su se stessi e gli uomini che si credono arrivati?Quelli che comandano, che appaiono, che descrivono, che raccontano, che filmano, che suonano, che vincono, alla fine sono uomini come questi. Siamo tutti feriti in battaglie che non abbiamo mai combattuto. Siamo dei reduci. Accolgo nei polmoni il profumo dell'asfalto di strade secondarie e poco frequentate. Una bellezza minima. Un sapore di infanzia e di libertà. Solo nella strada, a guardare le lapidi dei partigiani morti. Alberi solitari. Solchi nei campi. Un giorno torneranno i papaveri.E allora sì, sarà finalmente estate.

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