Tempo di uccidere
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Flaiano, Ennio

Tempo di uccidere

Abstract: "Quando la campagna sarà finita non po­chi si precipiteranno a scrivere dei libri" annota Flaiano nel febbraio del 1936, men­tre, sottotenente del Genio, partecipa alla guerra d'Etiopia. "Già immagino il con­tenuto e i titoli: "Fiamme nel Tigrai", "Afri­ca te teneo", "Tricolore sull'Amba"!". Non a caso, attenderà dieci anni prima di rica­vare da quella sofferta esperienza – fatta di sete e stanchezza, caldo e paura – un ro­manzo. Un romanzo sconcertante, tanto più in pieno clima neorealista, che ha come sfondo non la "terra ideale dei films Para­mount", ma il paese triste, ingrato, ambi­guo, sfuggente delle iene (e che dunque cela di necessità "qualcosa di guasto"), e al centro una vicenda "assolutamente fan­tastica": un delitto futile e fatale, che scate­na in chi l'ha commesso un corrosivo deli­rio. E gli trasmette il morbo di un "impe­ro contagioso", di un senso di colpa in­scindibile dal rancore, di una pietà com­mista a disprezzo per un mondo ignoto, l'Africa – "lo sgabuzzino delle porcherie", dove gli occidentali vanno "a sgranchirsi la coscienza".


Titolo e contributi: Tempo di uccidere

Pubblicazione: Adelphi, 15/10/2020

EAN: 9788845935152

Data:15-10-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 15-10-2020

"Quando la campagna sarà finita non po­chi si precipiteranno a scrivere dei libri" annota Flaiano nel febbraio del 1936, men­tre, sottotenente del Genio, partecipa alla guerra d'Etiopia. "Già immagino il con­tenuto e i titoli: "Fiamme nel Tigrai", "Afri­ca te teneo", "Tricolore sull'Amba"!". Non a caso, attenderà dieci anni prima di rica­vare da quella sofferta esperienza – fatta di sete e stanchezza, caldo e paura – un ro­manzo. Un romanzo sconcertante, tanto più in pieno clima neorealista, che ha come sfondo non la "terra ideale dei films Para­mount", ma il paese triste, ingrato, ambi­guo, sfuggente delle iene (e che dunque cela di necessità "qualcosa di guasto"), e al centro una vicenda "assolutamente fan­tastica": un delitto futile e fatale, che scate­na in chi l'ha commesso un corrosivo deli­rio. E gli trasmette il morbo di un "impe­ro contagioso", di un senso di colpa in­scindibile dal rancore, di una pietà com­mista a disprezzo per un mondo ignoto, l'Africa – "lo sgabuzzino delle porcherie", dove gli occidentali vanno "a sgranchirsi la coscienza".

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