Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2020
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Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2020

Abstract: Il 2019 si è chiuso con un più che lusinghiero +4,8% a valore per i canali trade. Soprattutto con un sorprendente +3,4% in termini di copie vendute. Ed è la prima volta che accade dall'inizio della lunga crisi che aveva preso il via nel 2010. Per la prima volta da quasi un decennio eravamo tornati a un valore di fatturato trade assai prossimo a quello del 2011 (1,422 vs 1,433 miliardi di euro). Ma la sera del 9 marzo arriva per l'Italia l'annuncio del lockdown, disposto per contrastare la diffusione del Covid-19. Il Paese chiude, si ferma tranne che per i servizi essenziali fino al 3 maggio. Tutto cambia. Entriamo nel XXI secolo. Questo Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia, sebbene concentrato sulla presentazione e l'analisi dei dati del 2019, non può - in un anno tanto singolare - non tenere conto anche dei primi mesi del 2020. E provare a capire che impatto avranno sul futuro del nostro settore.


Titolo e contributi: Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2020

Pubblicazione: AIE, 12/10/2020

Data:12-10-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 12-10-2020

Il 2019 si è chiuso con un più che lusinghiero +4,8% a valore per i canali trade. Soprattutto con un sorprendente +3,4% in termini di copie vendute. Ed è la prima volta che accade dall'inizio della lunga crisi che aveva preso il via nel 2010. Per la prima volta da quasi un decennio eravamo tornati a un valore di fatturato trade assai prossimo a quello del 2011 (1,422 vs 1,433 miliardi di euro). Ma la sera del 9 marzo arriva per l'Italia l'annuncio del lockdown, disposto per contrastare la diffusione del Covid-19. Il Paese chiude, si ferma tranne che per i servizi essenziali fino al 3 maggio. Tutto cambia. Entriamo nel XXI secolo. Questo Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia, sebbene concentrato sulla presentazione e l'analisi dei dati del 2019, non può - in un anno tanto singolare - non tenere conto anche dei primi mesi del 2020. E provare a capire che impatto avranno sul futuro del nostro settore.

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