Racconti contagiosi
Risorsa locale

Ginzberg, Siegmund

Racconti contagiosi

Abstract: Uscita dal lockdown, la signora Dalloway di Virginia Woolf è presa da una voglia insopprimibile di shopping. I frati che dovevano avvertire il Romeo di Shakespeare che la morte di Giulietta è finta sono trattenuti per quarantena in casa di appestati. Il cardinale Borromeo di Manzoni aveva inventato la messa cantata dai balconi. La fantascienza aveva anticipato virus che si comportano anche più perfidamente del corona. Pesti, epidemie, contagi ce li raccontiamo da sempre. Probabilmente da millenni prima che si cominciasse a scriverne. I racconti si somigliano. E soprattutto somigliano in modo impressionante alle cronache dei nostri giorni. Ci sono molte sorprese nelle strade dell'immaginario che Siegmund Ginzberg ripercorre con un occhio all'attualità. Talvolta la fantasia l'azzecca più della scienza. I cronisti antichi più dei contemporanei. Boccaccio copia Tucidide, Lucrezio e Ovidio, London aveva copiato l'idea della "Morte scarlatta" da Poe e del superstite narratore da Mary Shelley. Camus usa la Peste inventata per parlare dell'invasione nazista. Il male non viene chiamato allo stesso modo. Non sappiamo nemmeno se si tratti delle stesse malattie, se il loimós di Atene di Tucidide fosse peste, o tifo, o intossicazione da cereali contaminati, se la peste di metà 1300 di Boccaccio fosse la stessa peste bubbonica di metà 1600 dei Promessi sposi. A un secolo di distanza sappiamo poco della Spagnola. E non abbastanza del Covid. C'è qualcosa di profondamente umano che accomuna tutte le narrazioni: la paura, l'orrore, la ricerca del colpevole, le fake news e i rimedi bislacchi, ma talvolta efficaci. Per un paio di secoli dopo il Decamerone i testi medici indicavano il raccontarsi storie e lo stare allegri come profilassi specifica e contro il contagio.


Titolo e contributi: Racconti contagiosi

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 26/11/2022

EAN: 9788807492877

Data:26-11-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 26-11-2022

Uscita dal lockdown, la signora Dalloway di Virginia Woolf è presa da una voglia insopprimibile di shopping. I frati che dovevano avvertire il Romeo di Shakespeare che la morte di Giulietta è finta sono trattenuti per quarantena in casa di appestati. Il cardinale Borromeo di Manzoni aveva inventato la messa cantata dai balconi. La fantascienza aveva anticipato virus che si comportano anche più perfidamente del corona. Pesti, epidemie, contagi ce li raccontiamo da sempre. Probabilmente da millenni prima che si cominciasse a scriverne. I racconti si somigliano. E soprattutto somigliano in modo impressionante alle cronache dei nostri giorni. Ci sono molte sorprese nelle strade dell'immaginario che Siegmund Ginzberg ripercorre con un occhio all'attualità. Talvolta la fantasia l'azzecca più della scienza. I cronisti antichi più dei contemporanei. Boccaccio copia Tucidide, Lucrezio e Ovidio, London aveva copiato l'idea della "Morte scarlatta" da Poe e del superstite narratore da Mary Shelley. Camus usa la Peste inventata per parlare dell'invasione nazista. Il male non viene chiamato allo stesso modo. Non sappiamo nemmeno se si tratti delle stesse malattie, se il loimós di Atene di Tucidide fosse peste, o tifo, o intossicazione da cereali contaminati, se la peste di metà 1300 di Boccaccio fosse la stessa peste bubbonica di metà 1600 dei Promessi sposi. A un secolo di distanza sappiamo poco della Spagnola. E non abbastanza del Covid. C'è qualcosa di profondamente umano che accomuna tutte le narrazioni: la paura, l'orrore, la ricerca del colpevole, le fake news e i rimedi bislacchi, ma talvolta efficaci. Per un paio di secoli dopo il Decamerone i testi medici indicavano il raccontarsi storie e lo stare allegri come profilassi specifica e contro il contagio.

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.