"Questo non è un racconto"
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Sciascia, Leonardo

"Questo non è un racconto"

Abstract: In un'aula giudiziaria, una donna vestita di nero accusa il capomafia che ha fatto ammazzare suo marito e poi – malgrado le avesse garantito che non gli "avrebbero toccato un capello" – anche suo figlio: "Loro sono venuti meno alla legge dell'onore," dichiara "e perciò anche io mi sento sciolta". Pur di vendicarli ha accettato di infrangere le regole cui si era sempre sottomessa – di rinunciare a vivere. Quella donna è Serafina Battaglia, testimone di giustizia nella Palermo dei primi anni Sessanta, devastata dai regolamenti di conti mafiosi. Ma il testo che ne evoca la "vindice inflessibilità" non è un racconto: è uno dei tre memorabili soggetti che Sciascia, realizzando un'antica vocazione – diventare regista o sceneggiatore –, ha scritto per il cinema, e che sono sinora rimasti inediti. Nata alla fine degli anni Venti nel "piccolo, delizioso teatro" di Racalmuto trasformato in cinematografo, e in seguito febbrilmente alimentata, la sua passione per il cinema è del resto sempre stata travolgente: "per me" ha confessato "il cinema era allora tutto. TUTTO". E ha suscitato, fra il 1958 e il 1989, acute riflessioni affidate ai rari scritti pure qui radunati: sull'erotismo nel cinema, sulla nascita dello star system, sul periglioso rapporto tra opere letterarie e riduzioni cinematografiche. Nonché splendidi ritratti: come quelli di Ivan Mozžuchin, dal volto "affilato, spiritato, di nevrotica malinconia", di Erich von Stroheim, "l'ufficiale austriaco che ha dietro di sé il crollo di un impero", o ancora di Gary Cooper, "eroe della grande e libera America" – vertiginosamente somigliante al sergente americano che nell'estate del 1943 avanzava al centro della strada "fulminata di sole" di un paese della Sicilia.


Titolo e contributi: "Questo non è un racconto"

Pubblicazione: Adelphi, 08/01/2021

EAN: 9788845935404

Data:08-01-2021

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 08-01-2021

In un'aula giudiziaria, una donna vestita di nero accusa il capomafia che ha fatto ammazzare suo marito e poi – malgrado le avesse garantito che non gli "avrebbero toccato un capello" – anche suo figlio: "Loro sono venuti meno alla legge dell'onore," dichiara "e perciò anche io mi sento sciolta". Pur di vendicarli ha accettato di infrangere le regole cui si era sempre sottomessa – di rinunciare a vivere. Quella donna è Serafina Battaglia, testimone di giustizia nella Palermo dei primi anni Sessanta, devastata dai regolamenti di conti mafiosi. Ma il testo che ne evoca la "vindice inflessibilità" non è un racconto: è uno dei tre memorabili soggetti che Sciascia, realizzando un'antica vocazione – diventare regista o sceneggiatore –, ha scritto per il cinema, e che sono sinora rimasti inediti. Nata alla fine degli anni Venti nel "piccolo, delizioso teatro" di Racalmuto trasformato in cinematografo, e in seguito febbrilmente alimentata, la sua passione per il cinema è del resto sempre stata travolgente: "per me" ha confessato "il cinema era allora tutto. TUTTO". E ha suscitato, fra il 1958 e il 1989, acute riflessioni affidate ai rari scritti pure qui radunati: sull'erotismo nel cinema, sulla nascita dello star system, sul periglioso rapporto tra opere letterarie e riduzioni cinematografiche. Nonché splendidi ritratti: come quelli di Ivan Mozžuchin, dal volto "affilato, spiritato, di nevrotica malinconia", di Erich von Stroheim, "l'ufficiale austriaco che ha dietro di sé il crollo di un impero", o ancora di Gary Cooper, "eroe della grande e libera America" – vertiginosamente somigliante al sergente americano che nell'estate del 1943 avanzava al centro della strada "fulminata di sole" di un paese della Sicilia.

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