La macchina del gene
Risorsa locale

Ramakrishnan, Venki

La macchina del gene

Abstract: Tutto comincia la sera del 17 maggio 1971, quando un diciannovenne indiano, Venkatraman (Venki) Ramakrishnan, sbarca all'aeroporto di Champaign-Urbana (Illinois) con l'ambizione di diventare fisico teorico. E tutto si compie una quarantina d'anni dopo, nel dicembre 2009, allorché Ramakrishnan – divenuto nel frattempo un'autorità della biologia molecolare – tiene a Stoccolma il discorso per il Nobel conferitogli per le sue ricerche sul ribosoma, la minuscola "macchina" cellulare che trasforma l'informazione genetica in migliaia e migliaia di proteine, ovvero in quelle catene di amminoacidi "che ci permettono di muovere i muscoli, vedere la luce, avere sensazioni tattili, sentire caldo e ci aiutano anche a combattere le malattie". Tra gli estremi di quelle date, il suo denso "memoir" si snoda lungo un duplice, avvincente tragitto umano e scientifico. Seguiremo infatti un racconto da "insider" su luci e ombre di tante istituzioni: i college americani, la comunità scientifica, lo stesso premio Nobel – il cui "dietro le quinte" è un intrico di giochi politici e assegnazioni non sempre obiettive. E, insieme, comprenderemo la centralità del ribosoma, struttura situata "al crocevia della vita", in tutti i suoi aspetti: filogenetico, biologico-molecolare e biomedico-farmacologico (l'efficacia degli antibiotici, per esempio, è legata alla possibilità di disarticolare i ribosomi batterici) – un'autentica rivoluzione nel campo della biologia, per certi tratti simile a quella vissuta dalla fisica all'inizio del secolo scorso.


Titolo e contributi: La macchina del gene

Pubblicazione: Adelphi, 28/01/2021

EAN: 9788845935428

Data:28-01-2021

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 28-01-2021

Tutto comincia la sera del 17 maggio 1971, quando un diciannovenne indiano, Venkatraman (Venki) Ramakrishnan, sbarca all'aeroporto di Champaign-Urbana (Illinois) con l'ambizione di diventare fisico teorico. E tutto si compie una quarantina d'anni dopo, nel dicembre 2009, allorché Ramakrishnan – divenuto nel frattempo un'autorità della biologia molecolare – tiene a Stoccolma il discorso per il Nobel conferitogli per le sue ricerche sul ribosoma, la minuscola "macchina" cellulare che trasforma l'informazione genetica in migliaia e migliaia di proteine, ovvero in quelle catene di amminoacidi "che ci permettono di muovere i muscoli, vedere la luce, avere sensazioni tattili, sentire caldo e ci aiutano anche a combattere le malattie". Tra gli estremi di quelle date, il suo denso "memoir" si snoda lungo un duplice, avvincente tragitto umano e scientifico. Seguiremo infatti un racconto da "insider" su luci e ombre di tante istituzioni: i college americani, la comunità scientifica, lo stesso premio Nobel – il cui "dietro le quinte" è un intrico di giochi politici e assegnazioni non sempre obiettive. E, insieme, comprenderemo la centralità del ribosoma, struttura situata "al crocevia della vita", in tutti i suoi aspetti: filogenetico, biologico-molecolare e biomedico-farmacologico (l'efficacia degli antibiotici, per esempio, è legata alla possibilità di disarticolare i ribosomi batterici) – un'autentica rivoluzione nel campo della biologia, per certi tratti simile a quella vissuta dalla fisica all'inizio del secolo scorso.

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