Dialoghi con Leucò
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Pavese, Cesare

Dialoghi con Leucò

Abstract: Pubblicati nel 1947, i "Dialoghi con Leucò" ap­partengono alla singolare categoria dei li­bri tanto famosi – Pavese li volle accanto a sé quando, nella notte fra il 26 e il 27 ago­sto 1950, scelse di morire e vi annotò co­me parole di congedo "Non fate troppi pettegolezzi" – quanto negletti. Il che non stupisce: nella sua opera rappresentano una sorta di ramo a parte e oltretutto per­turbante. Si stenta oggi a crederlo, ma al­l'epoca in Italia il mito godeva di pessima fama, mentre Pavese, sin da quando, nel 1933, aveva letto Frazer, stava scoprendo l'opera di grandi antropologi che in que­gli anni si ponevano il quesito: "Che cos'è il mito?", sulla base di testi sino allora i­gnorati o poco conosciuti. Così era nata, in stretta collaborazione con Ernesto De Martino, la Viola di Einaudi, collana che rimane una gloria dell'editoria italiana. E così nacquero i "Dialoghi con Leucò". Tanto più preziosa sarà oggi, a distanza di più di settant'anni, la lettura di questo libro se si vorrà acquisire una visione stereoscopica del paesaggio in cui è nato, dove non mancarono forti reazioni di ripulsa (per la Vio­la) o di elusiva diffidenza (per i "Dialoghi con Leucò").


Titolo e contributi: Dialoghi con Leucò

Pubblicazione: Adelphi, 25/02/2021

EAN: 9788845935848

Data:25-02-2021

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 25-02-2021

Pubblicati nel 1947, i "Dialoghi con Leucò" ap­partengono alla singolare categoria dei li­bri tanto famosi – Pavese li volle accanto a sé quando, nella notte fra il 26 e il 27 ago­sto 1950, scelse di morire e vi annotò co­me parole di congedo "Non fate troppi pettegolezzi" – quanto negletti. Il che non stupisce: nella sua opera rappresentano una sorta di ramo a parte e oltretutto per­turbante. Si stenta oggi a crederlo, ma al­l'epoca in Italia il mito godeva di pessima fama, mentre Pavese, sin da quando, nel 1933, aveva letto Frazer, stava scoprendo l'opera di grandi antropologi che in que­gli anni si ponevano il quesito: "Che cos'è il mito?", sulla base di testi sino allora i­gnorati o poco conosciuti. Così era nata, in stretta collaborazione con Ernesto De Martino, la Viola di Einaudi, collana che rimane una gloria dell'editoria italiana. E così nacquero i "Dialoghi con Leucò". Tanto più preziosa sarà oggi, a distanza di più di settant'anni, la lettura di questo libro se si vorrà acquisire una visione stereoscopica del paesaggio in cui è nato, dove non mancarono forti reazioni di ripulsa (per la Vio­la) o di elusiva diffidenza (per i "Dialoghi con Leucò").

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