Abstract: I racconti antichi non sempre seguono strade consuete. Chiedono al lettore dedizione e in cambio regalano sprazzi e ornamenti, nitida intelligenza e ironia, immaginazione e culto dei testi.Il rinnegato è un giallo letterario, ambientato in un'epoca vertiginosa e incerta, in un mondo di passaggio: all'inizio del XIX secolo. Segue le vicende di David Ajash, rabbino di origini algerine, ma nato e cresciuto in Italia. La sua famiglia è benestante. Ma a Livorno si distingue per la sua inclinazione a una vita dissoluta e spregiudicata. Tutti sanno che è un libertino, e tutti sanno che è un ebreo ateo che per convenienza e opportunismo arriverà a farsi un convinto sostenitore del cristianesimo.Non crede in niente Ajash, solo nella Kabbalah, l'unica bussola per capire un mondo confuso, pieno di segni e di presagi, che Ariel Toaff racconta come un miniatore meticoloso e maniacale.Ne esce un libro ricco, rigoglioso, fitto di sfumature, divertente, dove la storia è maneggiata con cura ma senza soggezioni, e dove l'intreccio ti conduce di continuo altrove e ti sorprende pagina dopo pagina.Uomo senza pace, sempre in viaggio, irrequieto, irrisolto, Asjah verrà trovato morto sotto un ulivo a Nablus in Palestina, perché non poteva che finire così: "certi uomini ad aggiustarli si fa peccato". E da questo mistero, omicidio o forse suicidio, si snoda una vicenda fatta di talismani ed enigmi, di segni e rivelazioni, ma soprattutto di un ironico fatalismo e della chiara consapevolezza che l'universo delle possibilità è sempre infinito e che la ricerca del piacere non dà mai pace. Perché "l'abiezione è una scala che non conosce fine e va sempre più giù, fin dentro le viscere della terra"."La mia calata agli inferi era già a buon punto. Il destino mi stava offrendo un'altra occasione".
Titolo e contributi: Il rinnegato
Pubblicazione: Neri Pozza, 25/03/2021
EAN: 9788854519602
Data:25-03-2021
I racconti antichi non sempre seguono strade consuete. Chiedono al lettore dedizione e in cambio regalano sprazzi e ornamenti, nitida intelligenza e ironia, immaginazione e culto dei testi.Il rinnegato è un giallo letterario, ambientato in un'epoca vertiginosa e incerta, in un mondo di passaggio: all'inizio del XIX secolo. Segue le vicende di David Ajash, rabbino di origini algerine, ma nato e cresciuto in Italia. La sua famiglia è benestante. Ma a Livorno si distingue per la sua inclinazione a una vita dissoluta e spregiudicata. Tutti sanno che è un libertino, e tutti sanno che è un ebreo ateo che per convenienza e opportunismo arriverà a farsi un convinto sostenitore del cristianesimo.Non crede in niente Ajash, solo nella Kabbalah, l'unica bussola per capire un mondo confuso, pieno di segni e di presagi, che Ariel Toaff racconta come un miniatore meticoloso e maniacale.Ne esce un libro ricco, rigoglioso, fitto di sfumature, divertente, dove la storia è maneggiata con cura ma senza soggezioni, e dove l'intreccio ti conduce di continuo altrove e ti sorprende pagina dopo pagina.Uomo senza pace, sempre in viaggio, irrequieto, irrisolto, Asjah verrà trovato morto sotto un ulivo a Nablus in Palestina, perché non poteva che finire così: "certi uomini ad aggiustarli si fa peccato". E da questo mistero, omicidio o forse suicidio, si snoda una vicenda fatta di talismani ed enigmi, di segni e rivelazioni, ma soprattutto di un ironico fatalismo e della chiara consapevolezza che l'universo delle possibilità è sempre infinito e che la ricerca del piacere non dà mai pace. Perché "l'abiezione è una scala che non conosce fine e va sempre più giù, fin dentro le viscere della terra"."La mia calata agli inferi era già a buon punto. Il destino mi stava offrendo un'altra occasione".
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