Trilogia degli scarozzanti
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Testori, Giovanni - Masneri, Michele

Trilogia degli scarozzanti

Abstract: Sorta di specchio ed equivalente dell'esistenza, il teatro di Testori affronta i nodi ineludibili della condizione umana. Nella "Trilogia degli scarozzanti" ritroviamo, riscritte e trasfigurate, tre opere fondamentali della drammaturgia occidentale: "Amleto" e "Macbeth" di Shakespeare e l'"Edipo" di Sofocle. Testori entra in questi testi e li trasforma, distillandone i motivi che percorrono e agitano da sempre la sua riflessione umana e artistica: ed ecco quindi, nell'"Ambleto", un discorso portato all'estremo sulla sessualità e sul senso del nascere; nel "Macbetto", un furioso interrogarsi sul potere come male e sul suo legame originario e inscindibile con la vita; nell'"Edipus", infine, la parabola di un soggetto portatore inconsapevole di valori alternativi rispetto a quelli costituiti, manifestazione di un conflitto tra padre e figlio e di un anelito al ricongiungimento con il ventre materno, legato al ciclico rinnovarsi della natura. Per reinventare questo teatro, Testori dà vita a una lingua straordinaria, "gloriosamente e oscenamente viva, allestita con i resti di tutte le lingue morte o agonizzanti del mondo" – secondo la definizione di Raboni. È l'idioma degli scarozzanti, appunto, compagnia itinerante di guitti, stracciona e sublime nella sua degradazione, che, insieme alle opere di Shakespeare e Sofocle, mette in scena se stessa e il proprio tragico presente.


Titolo e contributi: Trilogia degli scarozzanti

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 02/09/2023

EAN: 9788807895050

Data:02-09-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 02-09-2023

Sorta di specchio ed equivalente dell'esistenza, il teatro di Testori affronta i nodi ineludibili della condizione umana. Nella "Trilogia degli scarozzanti" ritroviamo, riscritte e trasfigurate, tre opere fondamentali della drammaturgia occidentale: "Amleto" e "Macbeth" di Shakespeare e l'"Edipo" di Sofocle. Testori entra in questi testi e li trasforma, distillandone i motivi che percorrono e agitano da sempre la sua riflessione umana e artistica: ed ecco quindi, nell'"Ambleto", un discorso portato all'estremo sulla sessualità e sul senso del nascere; nel "Macbetto", un furioso interrogarsi sul potere come male e sul suo legame originario e inscindibile con la vita; nell'"Edipus", infine, la parabola di un soggetto portatore inconsapevole di valori alternativi rispetto a quelli costituiti, manifestazione di un conflitto tra padre e figlio e di un anelito al ricongiungimento con il ventre materno, legato al ciclico rinnovarsi della natura. Per reinventare questo teatro, Testori dà vita a una lingua straordinaria, "gloriosamente e oscenamente viva, allestita con i resti di tutte le lingue morte o agonizzanti del mondo" – secondo la definizione di Raboni. È l'idioma degli scarozzanti, appunto, compagnia itinerante di guitti, stracciona e sublime nella sua degradazione, che, insieme alle opere di Shakespeare e Sofocle, mette in scena se stessa e il proprio tragico presente.

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