Abstract: Da Gottfried Benn, che ha sempre scompaginato tutte le categorie, e che ha bollato l'Io come "stato d'animo tardivo della natura, e oltre tutto fugace", non ci si poteva certo aspettare una compita autobiografia che raccontasse gli eventi di un'esistenza. Il paesaggio biografico di Benn è quello del suo alter ego Rönne, "il medico, il flagellante delle cose singole", che non riesce più a sopportare né ad afferrare la realtà, "posto dinanzi all'esperienza della profonda, sconfinata estraneità". Un uomo che non possiede ormai "alcuna continuità psicologica", e che solo a tratti, in una perpetua doppia vita, riesce a ritrovare un'identità, "richiamata dagli abissi ed estorta in una lotta devastante". Questo libro, insieme bilancio e breviario d'artista, ma anche definitiva resa dei conti con la Germania – come il solo Nietzsche, prima, aveva osato –, è un prisma da cui promanano bagliori di pensiero e poesia, vertice di quella "prosa assoluta" di cui Benn è stato solitario cultore nel suo secolo. E proprio lui, avulso come nessun altro dall'"assurdo scorrere della storia", fa affiorare, pagina dopo pagina, il profilo di un'epoca: "...lo sfiorire corticale dei mondi, dei mondi borghesi, i mondi capitalistici, i mondi opportunistici, profilattici, antisettici, prostrati dai nubifragi del politico e dai rivolgimenti del potere, ma scaturiti in fondo dalla sostanziale crisi dell'essere occidentale ". Una crisi che non può trovare una "redenzione antropologica" se non nella forma: "il mondo dell'espressione ... l'ingranarsi di forze esteriori levigate, di superfici temprate e immote. Nulla, ma sopra: smalto".
Titolo e contributi: Doppia vita
Pubblicazione: Adelphi, 11/11/2021
EAN: 9788845935626
Data:11-11-2021
Da Gottfried Benn, che ha sempre scompaginato tutte le categorie, e che ha bollato l'Io come "stato d'animo tardivo della natura, e oltre tutto fugace", non ci si poteva certo aspettare una compita autobiografia che raccontasse gli eventi di un'esistenza. Il paesaggio biografico di Benn è quello del suo alter ego Rönne, "il medico, il flagellante delle cose singole", che non riesce più a sopportare né ad afferrare la realtà, "posto dinanzi all'esperienza della profonda, sconfinata estraneità". Un uomo che non possiede ormai "alcuna continuità psicologica", e che solo a tratti, in una perpetua doppia vita, riesce a ritrovare un'identità, "richiamata dagli abissi ed estorta in una lotta devastante". Questo libro, insieme bilancio e breviario d'artista, ma anche definitiva resa dei conti con la Germania – come il solo Nietzsche, prima, aveva osato –, è un prisma da cui promanano bagliori di pensiero e poesia, vertice di quella "prosa assoluta" di cui Benn è stato solitario cultore nel suo secolo. E proprio lui, avulso come nessun altro dall'"assurdo scorrere della storia", fa affiorare, pagina dopo pagina, il profilo di un'epoca: "...lo sfiorire corticale dei mondi, dei mondi borghesi, i mondi capitalistici, i mondi opportunistici, profilattici, antisettici, prostrati dai nubifragi del politico e dai rivolgimenti del potere, ma scaturiti in fondo dalla sostanziale crisi dell'essere occidentale ". Una crisi che non può trovare una "redenzione antropologica" se non nella forma: "il mondo dell'espressione ... l'ingranarsi di forze esteriori levigate, di superfici temprate e immote. Nulla, ma sopra: smalto".
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag