Mazzini
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Salvemini, Gaetano - Levis Sullam, Simon

Mazzini

Abstract: Nell'Ottocento le idealità di Giuseppe Mazzini su libertà, unità, repubblica, come anche una certa sensibilità verso le problematiche sociali, erano i suoi princìpi ampiamente riconosciuti nel contesto del pensiero democratico italiano ed europeo. Mazzini, del resto, era l'apostolo dell'unità nazionale, e proprio negli anni determinanti per l'unificazione italiana aveva pubblicato I doveri dell'uomo, indirizzato "Agli operai italiani", in cui riassumeva i motivi della sua riflessione politica e morale, dalla patria alla giustizia sociale, dalla fratellanza all'educazione, dai diritti ai doveri. Nei primi anni del Novecento si avviò la riduzione a brandelli del pensiero di Mazzini fino alla sua appropriazione progressiva da parte del fascismo. Tuttavia, prima che il fascismo ponesse in atto tale appropriazione, anche da parte degli storici antifascisti il suo pensiero fu sottoposto a un'analisi che ne metteva in discussione la completa valenza democratica, facendo soprattutto riferimento alle tesi esposte nei Doveri dell'uomo. Tra i più critici vi fu Gaetano Salvemini che, nel suo saggio Mazzini, distingue la funzione "rivoluzionaria" che questi aveva rappresentato nel percorso verso l'unificazione e il carattere "assolutamente conservatore" della sua teoria politica, come emerge nel saggio sui Doveri dell'uomo. Per Salvemini si poneva la seria questione, il rischio che "la repubblica democratica unitaria emanante dal popolo" potesse apparire come una "nuova teocrazia dogmatica", seppur elettiva. Senza contare che l'anteposizione dei doveri ai diritti e massime quali "Dio e popolo" erano da considerarsi pericolose, in quanto "deriverebbe da esse a fil di logica l'annullamento di ogni libertà".


Titolo e contributi: Mazzini

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 17/02/2024

EAN: 9788807896187

Data:17-02-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 17-02-2024

Nell'Ottocento le idealità di Giuseppe Mazzini su libertà, unità, repubblica, come anche una certa sensibilità verso le problematiche sociali, erano i suoi princìpi ampiamente riconosciuti nel contesto del pensiero democratico italiano ed europeo. Mazzini, del resto, era l'apostolo dell'unità nazionale, e proprio negli anni determinanti per l'unificazione italiana aveva pubblicato I doveri dell'uomo, indirizzato "Agli operai italiani", in cui riassumeva i motivi della sua riflessione politica e morale, dalla patria alla giustizia sociale, dalla fratellanza all'educazione, dai diritti ai doveri. Nei primi anni del Novecento si avviò la riduzione a brandelli del pensiero di Mazzini fino alla sua appropriazione progressiva da parte del fascismo. Tuttavia, prima che il fascismo ponesse in atto tale appropriazione, anche da parte degli storici antifascisti il suo pensiero fu sottoposto a un'analisi che ne metteva in discussione la completa valenza democratica, facendo soprattutto riferimento alle tesi esposte nei Doveri dell'uomo. Tra i più critici vi fu Gaetano Salvemini che, nel suo saggio Mazzini, distingue la funzione "rivoluzionaria" che questi aveva rappresentato nel percorso verso l'unificazione e il carattere "assolutamente conservatore" della sua teoria politica, come emerge nel saggio sui Doveri dell'uomo. Per Salvemini si poneva la seria questione, il rischio che "la repubblica democratica unitaria emanante dal popolo" potesse apparire come una "nuova teocrazia dogmatica", seppur elettiva. Senza contare che l'anteposizione dei doveri ai diritti e massime quali "Dio e popolo" erano da considerarsi pericolose, in quanto "deriverebbe da esse a fil di logica l'annullamento di ogni libertà".

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