Abstract: Carlo Donat-Cattin è vicesegretario della Democrazia cristianaquando, nella primavera del 1980, si scopre che suofiglio Marco milita ai vertici di Prima linea, una delle principaliorganizzazioni terroristiche di sinistra attive negli annidi piombo. La notizia fa da detonatore a uno dei piú graviscandali della storia repubblicana, che coinvolge il presidentedel Consiglio Francesco Cossiga e si combina a circostanzeinquietanti degne di una spy story. Al contempoil dolore privato della famiglia Donat-Cattin e il percorso diMarco, comune a molti altri giovani, mettono sotto gli occhidi tutti lo strappo senza rimedio che si è consumato nelcorso degli anni Settanta. Attraverso questa storia, che èdi padri e di figli, il terrorismo appare come una delle formeche assume il conflitto generazionale, una sorta di resa deiconti che ha le sue radici nelle caratteristiche e nei limitidella modernizzazione italiana. Di parricidio si parla già peril caso Moro, quando lo Stato rifiuta qualsiasi trattativa conle Br. Ma lo scandalo Donat-Cattin sembra annullare la distanzatra terrorismo e Stato, e suona come una chiamatadi correo, oltre che per la classe politica, per l'istituto dellafamiglia, cuore del Paese. A distanza di quarant'anni, spentida tempo i clamori, il caso Donat-Cattin ci appare una storiain grado di fotografare, in una unica istantanea, il drammadel terrorismo e l'Italia nel dramma del terrorismo.
Titolo e contributi: Il figlio terrorista
Pubblicazione: EINAUDI, 22/03/2022
EAN: 9788806253790
Data:22-03-2022
Carlo Donat-Cattin è vicesegretario della Democrazia cristianaquando, nella primavera del 1980, si scopre che suofiglio Marco milita ai vertici di Prima linea, una delle principaliorganizzazioni terroristiche di sinistra attive negli annidi piombo. La notizia fa da detonatore a uno dei piú graviscandali della storia repubblicana, che coinvolge il presidentedel Consiglio Francesco Cossiga e si combina a circostanzeinquietanti degne di una spy story. Al contempoil dolore privato della famiglia Donat-Cattin e il percorso diMarco, comune a molti altri giovani, mettono sotto gli occhidi tutti lo strappo senza rimedio che si è consumato nelcorso degli anni Settanta. Attraverso questa storia, che èdi padri e di figli, il terrorismo appare come una delle formeche assume il conflitto generazionale, una sorta di resa deiconti che ha le sue radici nelle caratteristiche e nei limitidella modernizzazione italiana. Di parricidio si parla già peril caso Moro, quando lo Stato rifiuta qualsiasi trattativa conle Br. Ma lo scandalo Donat-Cattin sembra annullare la distanzatra terrorismo e Stato, e suona come una chiamatadi correo, oltre che per la classe politica, per l'istituto dellafamiglia, cuore del Paese. A distanza di quarant'anni, spentida tempo i clamori, il caso Donat-Cattin ci appare una storiain grado di fotografare, in una unica istantanea, il drammadel terrorismo e l'Italia nel dramma del terrorismo.
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