Quello di cui la natura non ha bisogno
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Bickerton, Derek

Quello di cui la natura non ha bisogno

Abstract: Noto per aver formulato, in parallelo a Dar­win, una teoria evoluzionistica "per sele­zione naturale", Alfred Wallace ne coglieva fin dall'inizio uno dei limiti principali: l'incapacità di spiegare perché la nostra specie abbia acquisito una mente "di gran lunga più potente" rispetto alle necessità adattative. Domanda ingombrante, a cui lo stesso Darwin tentava di rispondere ipotizzando che quella ridondanza cognitiva fosse l'esito "dell'uso continuo di un lin­guaggio perfetto". Congelato per oltre un secolo e riaffiorato solo negli ultimi anni, il "problema di Wallace" ha trovato infine una convincente soluzione in questo libro ammaliante e definitivo. Riconsiderando punti di forza e carenze delle principali teo­rie sull'argomento, Bickerton ricolloca il linguaggio nell'alveo evoluzionistico e in­dividua tre fasi decisive per il suo svilup­po: quella della generazione nel cervello di "rappresentazioni di unità simboliche", innescata dalla comunicazione dislocata necessaria per il reclutamento di alleati nel­la saprofagia conflittuale; quella della rior­ganizzazione neurale in rapporto alle sol­lecitazioni ambientali, in cui il cervello ri­disegna le proprie connessioni in modo da collegare le parole ai concetti appropriati; e quella culturale, in cui un processo di e­laborazione grammaticale sviluppa unità sintattiche elementari in altre più ampie. Bickerton riesce così ad attualizzare la ri­sposta di Darwin al "problema di Wallace", delineando un nuovo orizzonte: "Linguaggio e cognizione (almeno quegli aspetti della cognizione propri degli esseri uma­ni) sono cresciuti a partire da un'origine comune e hanno le stesse fondamenta". La locuzione "Homo sapiens loquens" sarebbe dunque molto più di un gioco di parole.


Titolo e contributi: Quello di cui la natura non ha bisogno

Pubblicazione: Adelphi, 31/03/2022

EAN: 9788845936593

Data:31-03-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 31-03-2022

Noto per aver formulato, in parallelo a Dar­win, una teoria evoluzionistica "per sele­zione naturale", Alfred Wallace ne coglieva fin dall'inizio uno dei limiti principali: l'incapacità di spiegare perché la nostra specie abbia acquisito una mente "di gran lunga più potente" rispetto alle necessità adattative. Domanda ingombrante, a cui lo stesso Darwin tentava di rispondere ipotizzando che quella ridondanza cognitiva fosse l'esito "dell'uso continuo di un lin­guaggio perfetto". Congelato per oltre un secolo e riaffiorato solo negli ultimi anni, il "problema di Wallace" ha trovato infine una convincente soluzione in questo libro ammaliante e definitivo. Riconsiderando punti di forza e carenze delle principali teo­rie sull'argomento, Bickerton ricolloca il linguaggio nell'alveo evoluzionistico e in­dividua tre fasi decisive per il suo svilup­po: quella della generazione nel cervello di "rappresentazioni di unità simboliche", innescata dalla comunicazione dislocata necessaria per il reclutamento di alleati nel­la saprofagia conflittuale; quella della rior­ganizzazione neurale in rapporto alle sol­lecitazioni ambientali, in cui il cervello ri­disegna le proprie connessioni in modo da collegare le parole ai concetti appropriati; e quella culturale, in cui un processo di e­laborazione grammaticale sviluppa unità sintattiche elementari in altre più ampie. Bickerton riesce così ad attualizzare la ri­sposta di Darwin al "problema di Wallace", delineando un nuovo orizzonte: "Linguaggio e cognizione (almeno quegli aspetti della cognizione propri degli esseri uma­ni) sono cresciuti a partire da un'origine comune e hanno le stesse fondamenta". La locuzione "Homo sapiens loquens" sarebbe dunque molto più di un gioco di parole.

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