Venezia salva
Risorsa locale

Weil, Simone

Venezia salva

Abstract: Da Otway a Goethe, a Hofmannsthal, la storia dei congiurati spagnoli che nel 1618 volevano impadronirsi di Venezia e distruggerla ha spesso colpito l'immaginazione di grandi scrittori. Ma soltanto con i luminosi frammenti della "Venezia salva" di Simone Weil la vicenda sembra averci trasmesso la sua ultima verità: "una città perfetta, che sta per essere piombata nel sogno orrendo della forza; un uomo attento che, all'improvviso, la "vede" e la salva". In questo "teatro immobile" il perno è Jaffier, il congiurato che tradisce i compagni e salva la città. In lui si rinnova la figura del giusto che blocca la corsa del male, consumandolo in sofferenza sulla propria testa. A fronte di Jaffier è un altro congiurato, Renaud, posseduto dal sogno della forza. "Monomaniaco, elegantissimo, spaventosamente veridico", egli conosce con piena lucidità l'articolarsi della forza nelle cose e nella mente. Il conflitto fra questi due esseri, mentre sullo sfondo intravediamo il "roseo gioiello" di Venezia, è uno dei rarissimi nel teatro del nostro secolo che possa essere definito "tragico". Qui la parola "distruzione", uscendo da ogni vaghezza, assume connotati precisi come quelli delle pietre di una città. Qui possiamo constatare, una volta per tutte, come la parola d'ordine degli oppressori sia sempre la stessa: "Noi facciamo la storia".


Titolo e contributi: Venezia salva

Pubblicazione: Adelphi, 28/06/2022

EAN: 9788845902390

Data:28-06-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 28-06-2022

Da Otway a Goethe, a Hofmannsthal, la storia dei congiurati spagnoli che nel 1618 volevano impadronirsi di Venezia e distruggerla ha spesso colpito l'immaginazione di grandi scrittori. Ma soltanto con i luminosi frammenti della "Venezia salva" di Simone Weil la vicenda sembra averci trasmesso la sua ultima verità: "una città perfetta, che sta per essere piombata nel sogno orrendo della forza; un uomo attento che, all'improvviso, la "vede" e la salva". In questo "teatro immobile" il perno è Jaffier, il congiurato che tradisce i compagni e salva la città. In lui si rinnova la figura del giusto che blocca la corsa del male, consumandolo in sofferenza sulla propria testa. A fronte di Jaffier è un altro congiurato, Renaud, posseduto dal sogno della forza. "Monomaniaco, elegantissimo, spaventosamente veridico", egli conosce con piena lucidità l'articolarsi della forza nelle cose e nella mente. Il conflitto fra questi due esseri, mentre sullo sfondo intravediamo il "roseo gioiello" di Venezia, è uno dei rarissimi nel teatro del nostro secolo che possa essere definito "tragico". Qui la parola "distruzione", uscendo da ogni vaghezza, assume connotati precisi come quelli delle pietre di una città. Qui possiamo constatare, una volta per tutte, come la parola d'ordine degli oppressori sia sempre la stessa: "Noi facciamo la storia".

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.