Daedala tellus
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Cozzi, Giacomo

Daedala tellus

Abstract: "La Natura è la brace ardente che cova sotto alla cenere inerte delle configurazioni quotidiane offerte dal linguaggio. Studiare l'Umanesimo è smuovere quelle ceneri così da restituire calore – Vita – agli strati più vicini a noi del linguaggio." Questo lo scopo del presente lavoro. Tramite l'analisi del concetto di Natura attraverso quattro pensatori del Quattrocento – Valla, Ficino, Pico e Leonardo –, si prova a tornare a quel periodo di cesura, già oltre le mura del Medioevo ma non ancora entro le soglie del Moderno, che è l'Umanesimo. Si potrà così individuarne il sentimento comune di fronte a questa Physis che pulsa e vive sotto tutte le nostre strutture di immagini linguistiche e che le origina. Un tema che permette di spaziare dalla pura filosofia naturale alla teologia, dall'arte alla metafisica e all'etica, mostrando da un lato il carattere variopinto della cultura del periodo, e dall'altro i tentativi che qui sono messi in atto per risolvere la tragica separazione tra verba et res, cristallizzatasi nel Medioevo e poi riattualizzata nel Moderno, secondo un processo storico che giunge sino a noi. Il risultato è la scoperta di un pensiero che vede la Natura come un orizzonte intrascendibile che abbraccia tutto e tutti, abitata al suo fondo dal divino, in una identificazione il cui esito è la divinizzazione della Natura e la naturalizzazione del divino.


Titolo e contributi: Daedala tellus

Pubblicazione: Mimesis Edizioni, 22/08/2022

Data:22-08-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 22-08-2022

"La Natura è la brace ardente che cova sotto alla cenere inerte delle configurazioni quotidiane offerte dal linguaggio. Studiare l'Umanesimo è smuovere quelle ceneri così da restituire calore – Vita – agli strati più vicini a noi del linguaggio." Questo lo scopo del presente lavoro. Tramite l'analisi del concetto di Natura attraverso quattro pensatori del Quattrocento – Valla, Ficino, Pico e Leonardo –, si prova a tornare a quel periodo di cesura, già oltre le mura del Medioevo ma non ancora entro le soglie del Moderno, che è l'Umanesimo. Si potrà così individuarne il sentimento comune di fronte a questa Physis che pulsa e vive sotto tutte le nostre strutture di immagini linguistiche e che le origina. Un tema che permette di spaziare dalla pura filosofia naturale alla teologia, dall'arte alla metafisica e all'etica, mostrando da un lato il carattere variopinto della cultura del periodo, e dall'altro i tentativi che qui sono messi in atto per risolvere la tragica separazione tra verba et res, cristallizzatasi nel Medioevo e poi riattualizzata nel Moderno, secondo un processo storico che giunge sino a noi. Il risultato è la scoperta di un pensiero che vede la Natura come un orizzonte intrascendibile che abbraccia tutto e tutti, abitata al suo fondo dal divino, in una identificazione il cui esito è la divinizzazione della Natura e la naturalizzazione del divino.

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