La nube della non conoscenza
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Boitani, Piero - Boitani, Pietro

La nube della non conoscenza

Abstract: Se si dovesse dire qual è il testo mistico più intenso, compatto e puro dell'Occidente, "La nube della non conoscenza" sarebbe senza dubbio uno dei candidati più plausibili. Non meraviglia dunque che Aldous Huxley scrivesse: "La "Nube" e alcuni sermoni di Eckhart sono le cose più preziose che ci sono giunte dal Medioevo". Composto verso la fine del Trecento da un anonimo inglese in forma di manuale indirizzato a un giovane novizio dell'attività contemplativa, capolavoro di immaginazione e di stile, a un tempo incisivo e duttile, ironico e terso, denso e rarefatto, "La nube della non conoscenza" delinea quella paradossale via negativa che, da Dionigi l'Areopagita a Molinos e Caussade, attraversa tutta la nostra storia come un supremo azzardo. Per giungere all'assoluto in questa vita non serve l'intelligenza raziocinante, ma una "nuda tensione" verso Dio, un "piccolo, cieco impulso d'amore": il vero contemplativo entrerà nella nube della non conoscenza come vi entrò Mosè quando salì sul monte Sinai per parlare con il Signore. Dovrà dimenticare tutto – passioni, peccati, perfino i pensieri più santi – in una "nube d'oblio", e colpire col dardo affilato dell'amore ardente la nuda essenza divina.Abbagliante nella descrizione del bubbone del peccato, solidificato e saldato alla nostra sostanza, ferocemente ilare nel ritrarre i falsi contemplativi, che, ciondolando il capo e gesticolando con le mani, guardano sempre in alto a bocca spalancata quasi volessero fare un buco nel firmamento, l'ignoto autore della "Nube" consegna al lettore un salutare ammaestramento: chi davvero vuole intraprendere l'attività contemplativa dovrà rimanere – come la sorella di Marta, Maria, quando aveva Gesù dinanzi a sé – immobile e silente, quasi fosse in un sonno simulato, tutto assorto e immerso nel dolore e nella quiete del proprio essere. Soprattutto, spogliandosi di ogni conoscenza specifica, dovrà mirare al "nessun luogo" che è il vero dovunque, e al nulla che è Tutto.


Titolo e contributi: La nube della non conoscenza

Pubblicazione: Adelphi, 08/11/2022

EAN: 9788845913761

Data:08-11-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 08-11-2022

Se si dovesse dire qual è il testo mistico più intenso, compatto e puro dell'Occidente, "La nube della non conoscenza" sarebbe senza dubbio uno dei candidati più plausibili. Non meraviglia dunque che Aldous Huxley scrivesse: "La "Nube" e alcuni sermoni di Eckhart sono le cose più preziose che ci sono giunte dal Medioevo". Composto verso la fine del Trecento da un anonimo inglese in forma di manuale indirizzato a un giovane novizio dell'attività contemplativa, capolavoro di immaginazione e di stile, a un tempo incisivo e duttile, ironico e terso, denso e rarefatto, "La nube della non conoscenza" delinea quella paradossale via negativa che, da Dionigi l'Areopagita a Molinos e Caussade, attraversa tutta la nostra storia come un supremo azzardo. Per giungere all'assoluto in questa vita non serve l'intelligenza raziocinante, ma una "nuda tensione" verso Dio, un "piccolo, cieco impulso d'amore": il vero contemplativo entrerà nella nube della non conoscenza come vi entrò Mosè quando salì sul monte Sinai per parlare con il Signore. Dovrà dimenticare tutto – passioni, peccati, perfino i pensieri più santi – in una "nube d'oblio", e colpire col dardo affilato dell'amore ardente la nuda essenza divina.Abbagliante nella descrizione del bubbone del peccato, solidificato e saldato alla nostra sostanza, ferocemente ilare nel ritrarre i falsi contemplativi, che, ciondolando il capo e gesticolando con le mani, guardano sempre in alto a bocca spalancata quasi volessero fare un buco nel firmamento, l'ignoto autore della "Nube" consegna al lettore un salutare ammaestramento: chi davvero vuole intraprendere l'attività contemplativa dovrà rimanere – come la sorella di Marta, Maria, quando aveva Gesù dinanzi a sé – immobile e silente, quasi fosse in un sonno simulato, tutto assorto e immerso nel dolore e nella quiete del proprio essere. Soprattutto, spogliandosi di ogni conoscenza specifica, dovrà mirare al "nessun luogo" che è il vero dovunque, e al nulla che è Tutto.

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