Dietro le quinte della polizia
Risorsa locale

Simenon, Georges

Dietro le quinte della polizia

Abstract: È lo stesso commissario Maigret, nelle sue "Memorie", a raccontare (in una esilarante "mise en abyme") co­me gli era capitato di far visitare i locali della Poli­zia giudiziaria a uno scrittorello dotato di "giova­nile sfrontatezza", tale Georges Sim. Nella realtà fu Xavier Guichard, che ne era il direttore, a pro­porre, all'inizio degli anni Trenta, a un Simenon che di Maigret ne aveva già pubblicati una mezza dozzina, di trascorrere qualche giorno al Quai des Orfèvres: giusto per rendere più verosimili il suo personaggio e l'ambiente in cui si muoveva. Lui non se lo fece ripetere due volte e ne approfittò anche per scrivere una serie di articoli. Tuttavia, poiché (come il lettore ha già potuto constatare nei tre precedenti volumi dei reportage) non di rado il romanziere eclissa il giornalista, non solo Simenon annota spunti per i suoi futuri romanzi, ma si toglie lo sfizio di raccontare celebri inchie­ste, casi giudiziari clamorosi, aneddoti singolari. Dai quali emerge anche uno spaccato della Parigi dell'epoca, con la fauna dei suoi quartieri malfa­mati, gli immigrati delle periferie, i ricchi borghe­si delle strade eleganti, i piccoli artigiani degli ar­rondissement più poveri: una Parigi che già allora cominciava a cambiare profondamente – e che oggi è quasi del tutto scomparsa. Così com'è scomparsa quella polizia di cui Simenon ci mostra all'opera gli ultimi esemplari, e della quale non nasconde di rimpiangere i metodi sbrigativi ma efficaci.


Titolo e contributi: Dietro le quinte della polizia

Pubblicazione: Adelphi, 29/11/2022

EAN: 9788845937361

Data:29-11-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 29-11-2022

È lo stesso commissario Maigret, nelle sue "Memorie", a raccontare (in una esilarante "mise en abyme") co­me gli era capitato di far visitare i locali della Poli­zia giudiziaria a uno scrittorello dotato di "giova­nile sfrontatezza", tale Georges Sim. Nella realtà fu Xavier Guichard, che ne era il direttore, a pro­porre, all'inizio degli anni Trenta, a un Simenon che di Maigret ne aveva già pubblicati una mezza dozzina, di trascorrere qualche giorno al Quai des Orfèvres: giusto per rendere più verosimili il suo personaggio e l'ambiente in cui si muoveva. Lui non se lo fece ripetere due volte e ne approfittò anche per scrivere una serie di articoli. Tuttavia, poiché (come il lettore ha già potuto constatare nei tre precedenti volumi dei reportage) non di rado il romanziere eclissa il giornalista, non solo Simenon annota spunti per i suoi futuri romanzi, ma si toglie lo sfizio di raccontare celebri inchie­ste, casi giudiziari clamorosi, aneddoti singolari. Dai quali emerge anche uno spaccato della Parigi dell'epoca, con la fauna dei suoi quartieri malfa­mati, gli immigrati delle periferie, i ricchi borghe­si delle strade eleganti, i piccoli artigiani degli ar­rondissement più poveri: una Parigi che già allora cominciava a cambiare profondamente – e che oggi è quasi del tutto scomparsa. Così com'è scomparsa quella polizia di cui Simenon ci mostra all'opera gli ultimi esemplari, e della quale non nasconde di rimpiangere i metodi sbrigativi ma efficaci.

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