La biblioteca di Trimalcione
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Giuliani, Alfredo

La biblioteca di Trimalcione

Abstract: Si può amare il "De rerum natura"? Sì, a pat­to, spiega Giuliani, di rovesciare la creden­za comune secondo la quale Lucrezio mette in versi la dottrina materialistica epicu­rea. Si imporrà allora quel "razionalismo visionario" che, attraverso l'esplorazione dei fenomeni di ogni ordine, "si esalta oltre le mura fiammeggianti del mondo". Ma rovesciare la credenza comune richie­de – direbbe Manganelli – qualcosa di più di un sapere "da professore o da irto pe­dagogo". Esige un lettore avido di "tran­gugiare polpa di chimere" e di accumula­re biblioteche personali, capace di gelose relazioni (con Kierkegaard, per esempio) come di improvvise scoperte e meditate ri­pulse; un critico tanto immune da timorati specialismi e paralizzanti gerarchie da sen­tirsi a proprio agio discorrendo del mon­do "fragile e tenace come una ragnatela" della "Storia di Genji" o della patafisica di Jar­ry, "scienza ingorda di annettersi l'univer­so". E, soprattutto, uno scrittore in grado di afferrare ciò che ha letto e di restituirlo con memorabile incisività: così il Samuel Johnson di Boswell è una specie di "Pick­wick ciceroniano", l'amato Leopardi "un materialista platonico", Cioran "un dandy della maldicenza metafisica", e "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino "un trucco d'amore per attrarre la letteratura nel vuoto e lasciarla lì sospesa". Senza que­sta fatale qualità, del resto, Giuliani non sarebbe riuscito a trasmetterci la sua pas­sione – e insieme a irriderla: "Non sono forse così, abbuffate trimalcioniche, vuoti farciti di studiate leccornie, le nostre in­ cessanti letture...?".


Titolo e contributi: La biblioteca di Trimalcione

Pubblicazione: Adelphi, 27/01/2023

EAN: 9788845934940

Data:27-01-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 27-01-2023

Si può amare il "De rerum natura"? Sì, a pat­to, spiega Giuliani, di rovesciare la creden­za comune secondo la quale Lucrezio mette in versi la dottrina materialistica epicu­rea. Si imporrà allora quel "razionalismo visionario" che, attraverso l'esplorazione dei fenomeni di ogni ordine, "si esalta oltre le mura fiammeggianti del mondo". Ma rovesciare la credenza comune richie­de – direbbe Manganelli – qualcosa di più di un sapere "da professore o da irto pe­dagogo". Esige un lettore avido di "tran­gugiare polpa di chimere" e di accumula­re biblioteche personali, capace di gelose relazioni (con Kierkegaard, per esempio) come di improvvise scoperte e meditate ri­pulse; un critico tanto immune da timorati specialismi e paralizzanti gerarchie da sen­tirsi a proprio agio discorrendo del mon­do "fragile e tenace come una ragnatela" della "Storia di Genji" o della patafisica di Jar­ry, "scienza ingorda di annettersi l'univer­so". E, soprattutto, uno scrittore in grado di afferrare ciò che ha letto e di restituirlo con memorabile incisività: così il Samuel Johnson di Boswell è una specie di "Pick­wick ciceroniano", l'amato Leopardi "un materialista platonico", Cioran "un dandy della maldicenza metafisica", e "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino "un trucco d'amore per attrarre la letteratura nel vuoto e lasciarla lì sospesa". Senza que­sta fatale qualità, del resto, Giuliani non sarebbe riuscito a trasmetterci la sua pas­sione – e insieme a irriderla: "Non sono forse così, abbuffate trimalcioniche, vuoti farciti di studiate leccornie, le nostre in­ cessanti letture...?".

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