L'emigrante
Risorsa locale

Anders, Günther - Franceschelli, Orlando - Grosser, Florian

L'emigrante

Abstract: Ogni emigrazione è una rottura fondamentale nella vita. Sradica una persona, la rende priva di voce, sola e invisibile. Con spietata onestà, Günther Anders racconta la vergogna sperimentata nella propria esistenza da esule, vittima della persecuzione nazista, costretto a emigrare perché ebreo. Il suo brillante saggio – uscito su rivista nel 1962, pubblicato ora per la prima volta in volume e mai tradotto in italiano – getta nuova luce sulla principale "miseria morale" del XX secolo. Come mostra programmaticamente il titolo, la figura al centro è quella del soggetto migrante, che non vede se stesso come "immigrato", dunque proiettato su un luogo di arrivo, ma sempre in relazione alla propria origine e al proprio passato perduto. Nonostante le differenze di circostanze storiche tra l'emigrazione indotta dai regimi totalitari del Novecento e quella del nostro mondo globalizzato, questo breve e folgorante scritto ci porta direttamente al presente, un tempo in cui – osserva Anders – la fuga e l'esilio non sono più casi isolati o estremi ma si configurano come un'"esperienza generale". Nel saggio l'autore si rivolge a un "tu" che, ovviamente, rimane indefinito. Il testo assume così il carattere di una conversazione con chiunque sia disposto ad ascoltare il vissuto di qualcuno che è "incalzato dalla storia". Il carattere dialogico e quello testimoniale rendono evidente quanto Anders sia alla ricerca di una scrittura che "raggiunga la gente di oggi". Nel suo insieme, l'attenzione alla "sostanza" dell'esperienza dell'emigrante e ai destinatari conferisce al testo una straordinaria attualità. Felicemente a cavallo tra letteratura e riflessione filosofica, il testo di Anders sa andare direttamente al cuore dei problemi più significativi connessi alla "miseria" dell'emigrazione: di quella che i migranti subiscono e di quella a cui non dovrebbe essere indifferente chi si ritrova nelle mani il potere di concedere loro il "permesso di vita".


Titolo e contributi: L'emigrante

Pubblicazione: Donzelli Editore, 01/06/2022

EAN: 9788855223300

Data:01-06-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-06-2022

Ogni emigrazione è una rottura fondamentale nella vita. Sradica una persona, la rende priva di voce, sola e invisibile. Con spietata onestà, Günther Anders racconta la vergogna sperimentata nella propria esistenza da esule, vittima della persecuzione nazista, costretto a emigrare perché ebreo. Il suo brillante saggio – uscito su rivista nel 1962, pubblicato ora per la prima volta in volume e mai tradotto in italiano – getta nuova luce sulla principale "miseria morale" del XX secolo. Come mostra programmaticamente il titolo, la figura al centro è quella del soggetto migrante, che non vede se stesso come "immigrato", dunque proiettato su un luogo di arrivo, ma sempre in relazione alla propria origine e al proprio passato perduto. Nonostante le differenze di circostanze storiche tra l'emigrazione indotta dai regimi totalitari del Novecento e quella del nostro mondo globalizzato, questo breve e folgorante scritto ci porta direttamente al presente, un tempo in cui – osserva Anders – la fuga e l'esilio non sono più casi isolati o estremi ma si configurano come un'"esperienza generale". Nel saggio l'autore si rivolge a un "tu" che, ovviamente, rimane indefinito. Il testo assume così il carattere di una conversazione con chiunque sia disposto ad ascoltare il vissuto di qualcuno che è "incalzato dalla storia". Il carattere dialogico e quello testimoniale rendono evidente quanto Anders sia alla ricerca di una scrittura che "raggiunga la gente di oggi". Nel suo insieme, l'attenzione alla "sostanza" dell'esperienza dell'emigrante e ai destinatari conferisce al testo una straordinaria attualità. Felicemente a cavallo tra letteratura e riflessione filosofica, il testo di Anders sa andare direttamente al cuore dei problemi più significativi connessi alla "miseria" dell'emigrazione: di quella che i migranti subiscono e di quella a cui non dovrebbe essere indifferente chi si ritrova nelle mani il potere di concedere loro il "permesso di vita".

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