Ti ho vista ieri
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Laquidara, Patrizia

Ti ho vista ieri

Abstract: Questo romanzo è il racconto di un'infanzia della fine degli anni Settanta, quando una piccola vettura gialla stracolma di bagagli poteva scivolare su e giú per la penisola, dalla Sicilia al Veneto, e, con aria di festa e trasgressione, trasportare sogni, speranze e memorie di un paese antico e moderno. Attraverso i ricordi della bambina di ieri, ricordi impressi nel corpo, nel suono, nel canto, Patrizia Laquidara appronta un mirabolante inventario di vite e persone, nomi e nomignoli, oggetti e animali: dalla figura tenera e inquietante di un medium bizzarro a un pappagallo irriverente, dalle voci dei pescatori al mercato di Catania al fragore di una vecchia fornace a Murano, dove si forgia il vetro con il fuoco. Un universo magico, in cui si specchia l'incanto proprio di ogni infanzia, ma anche quello di un paese che, tra il mare di Catania e lo stretto di Messina, l'autostrada del Sole, i treni infiniti attraverso le gallerie dello stivale, le campagne e le colline dell'alto vicentino, approda alla modernità trasportando tutto il peso delle sue antiche radici e leggende. Piú di tutto colpisce, in quest'opera, lo stile in cui è scritta, che riproduce, in una prosa sobria e insieme sofisticata, il suono dei racconti orali appresi da bambina, assolvendo cosí il compito proprio della letteratura e del canto: riproporre il miracolo della voce umana."A me il terremoto non piace e lo dico per esperienza, non per sentito dire, perché è l'unica cosa che mette paura ai grandi. Ma stanotte è diverso: c'è la luna piena in cielo e siamo distesi vicini, parliamo sottovoce da un capo all'altro della fila. A tratti arriva l'odore della spazzatura marcescente e torna la paura di morire schiacciati, ma è poca cosa rispetto alle stelle che splendono sopra di noi, all'aria tiepida sulla pelle, al profumo intenso del gelsomino, che è il fiore piú bello di tutti perché nasce libero nei luoghi piú luminosi del mondo".


Titolo e contributi: Ti ho vista ieri

Pubblicazione: Beat, 25/04/2023

ISBN: 9791255020813

Data:25-04-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 25-04-2023

Questo romanzo è il racconto di un'infanzia della fine degli anni Settanta, quando una piccola vettura gialla stracolma di bagagli poteva scivolare su e giú per la penisola, dalla Sicilia al Veneto, e, con aria di festa e trasgressione, trasportare sogni, speranze e memorie di un paese antico e moderno. Attraverso i ricordi della bambina di ieri, ricordi impressi nel corpo, nel suono, nel canto, Patrizia Laquidara appronta un mirabolante inventario di vite e persone, nomi e nomignoli, oggetti e animali: dalla figura tenera e inquietante di un medium bizzarro a un pappagallo irriverente, dalle voci dei pescatori al mercato di Catania al fragore di una vecchia fornace a Murano, dove si forgia il vetro con il fuoco. Un universo magico, in cui si specchia l'incanto proprio di ogni infanzia, ma anche quello di un paese che, tra il mare di Catania e lo stretto di Messina, l'autostrada del Sole, i treni infiniti attraverso le gallerie dello stivale, le campagne e le colline dell'alto vicentino, approda alla modernità trasportando tutto il peso delle sue antiche radici e leggende. Piú di tutto colpisce, in quest'opera, lo stile in cui è scritta, che riproduce, in una prosa sobria e insieme sofisticata, il suono dei racconti orali appresi da bambina, assolvendo cosí il compito proprio della letteratura e del canto: riproporre il miracolo della voce umana."A me il terremoto non piace e lo dico per esperienza, non per sentito dire, perché è l'unica cosa che mette paura ai grandi. Ma stanotte è diverso: c'è la luna piena in cielo e siamo distesi vicini, parliamo sottovoce da un capo all'altro della fila. A tratti arriva l'odore della spazzatura marcescente e torna la paura di morire schiacciati, ma è poca cosa rispetto alle stelle che splendono sopra di noi, all'aria tiepida sulla pelle, al profumo intenso del gelsomino, che è il fiore piú bello di tutti perché nasce libero nei luoghi piú luminosi del mondo".

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