Qualcosa resta
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Mari, Alessandro

Qualcosa resta

Abstract: Pedro ha un sospetto, una speranza, forse una fede: crede che il suo cane Lobo sia capace di fiutare la morte. E con un talento così, pensa Pedro, si potrebbe davvero impedire che le persone a cui vogliamo bene muoiano. Che non muoiano troppo presto, almeno. Invece, a morire anzitempo per un infarto è Ida, la compagna di Pedro, e la confessione che lui fa è scioccante: "L'ho ammazzata io. Le ho rotto il cuore". Lei e lui si sono conosciuti nella clinica veterinaria di Aridosa, questa città speciale sorta dalle macerie di un borgo grazie alla volontà e all'ingegno della Professora: un luogo dove i vecchi possono andare incontro alla fine con dignità e dove migranti e seconde generazioni, accudendo loro, intanto reinventano l'Italia e la vita. Adesso che Ida è morta, Pedro si colpevolizza e si dispera: non avendo saputo leggere i segnali mandati da Lobo, non è riuscito a salvarla. Ma col tempo, anche grazie al fratello di Ida che ci racconta questa storia, Pedro capisce che Lobo non è attratto dall'odore della morte, ma da quello del buono che certe persone fanno. E allora da Aridosa, inseguendo la scia di quest'odore di buono, Pedro e Lobo iniziano un viaggio che è un'indagine nel sentimento del mondo. Dopo sei anni di silenzio, Alessandro Mari torna alla narrativa con una scrittura simbolica e al tempo stesso concretissima. A passi lievi, con umorismo e tenerezza, con realismo e poesia, si muove in ciò di cui più importa agli esseri umani e alla letteratura: l'amore, la morte, la forza benefica che viene dalla capacità di immaginare qualcosa che magari non si vede, sì, ma si sente eccome.


Titolo e contributi: Qualcosa resta

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 08/05/2025

EAN: 9788807035456

Data:08-05-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 08-05-2025

Pedro ha un sospetto, una speranza, forse una fede: crede che il suo cane Lobo sia capace di fiutare la morte. E con un talento così, pensa Pedro, si potrebbe davvero impedire che le persone a cui vogliamo bene muoiano. Che non muoiano troppo presto, almeno. Invece, a morire anzitempo per un infarto è Ida, la compagna di Pedro, e la confessione che lui fa è scioccante: "L'ho ammazzata io. Le ho rotto il cuore". Lei e lui si sono conosciuti nella clinica veterinaria di Aridosa, questa città speciale sorta dalle macerie di un borgo grazie alla volontà e all'ingegno della Professora: un luogo dove i vecchi possono andare incontro alla fine con dignità e dove migranti e seconde generazioni, accudendo loro, intanto reinventano l'Italia e la vita. Adesso che Ida è morta, Pedro si colpevolizza e si dispera: non avendo saputo leggere i segnali mandati da Lobo, non è riuscito a salvarla. Ma col tempo, anche grazie al fratello di Ida che ci racconta questa storia, Pedro capisce che Lobo non è attratto dall'odore della morte, ma da quello del buono che certe persone fanno. E allora da Aridosa, inseguendo la scia di quest'odore di buono, Pedro e Lobo iniziano un viaggio che è un'indagine nel sentimento del mondo. Dopo sei anni di silenzio, Alessandro Mari torna alla narrativa con una scrittura simbolica e al tempo stesso concretissima. A passi lievi, con umorismo e tenerezza, con realismo e poesia, si muove in ciò di cui più importa agli esseri umani e alla letteratura: l'amore, la morte, la forza benefica che viene dalla capacità di immaginare qualcosa che magari non si vede, sì, ma si sente eccome.

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