Cagne di paglia (QUANTI EINAUDI 26)
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Torre, Sofia

Cagne di paglia (QUANTI EINAUDI 26)

Abstract: Cagne di paglia, intrecciando esperienza personale e analisi culturale, dai classici del cinema ai film porno, è una straordinaria immersione nelle acque piú profonde di ciò che ci rende umani, oggi. "Mi sentivo intrappolata, a quasi trent'anni e quindi fuori tempo massimo, in una specie di stage sentimentale, in cui stavo imparando una verità scomoda, che forse avrei dovuto imparare a gestire prima: innamorarmi non mi avrebbe fatta sentire meglio a prescindere". Il desiderio non è buono. Può essere crudele, malevolo, contorto, ambiguo, autolesionista, sfuggente, distruttivo. Non sappiamo mai fino in fondo a cosa stiamo acconsentendo e, tuttavia, il linguaggio del consenso sembra essere l'unico a nostra disposizione per stipulare un accordo reciproco, che però non sarà mai davvero pari, perché esisterà sempre qualcuno piú coinvolto emotivamente. Nel tentativo di dipanare il nodo, districando le pulsioni e le pratiche che ci emancipano da quelle che ci opprimono, ci dimentichiamo dell'esistenza di cose come l'ossessione erotica, il masochismo, la ricerca piú o meno consapevole dell'infelicità, la suddivisione del potere e la possibilità o meno di redistribuirlo. Si tende spesso a dimenticare che i rapporti funzionano esattamente come tutti i microgruppi sociali, creando e riproducendo delle disparità.


Titolo e contributi: Cagne di paglia (QUANTI EINAUDI 26)

Pubblicazione: EINAUDI, 16/05/2023

Data:16-05-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 16-05-2023

Cagne di paglia, intrecciando esperienza personale e analisi culturale, dai classici del cinema ai film porno, è una straordinaria immersione nelle acque piú profonde di ciò che ci rende umani, oggi. "Mi sentivo intrappolata, a quasi trent'anni e quindi fuori tempo massimo, in una specie di stage sentimentale, in cui stavo imparando una verità scomoda, che forse avrei dovuto imparare a gestire prima: innamorarmi non mi avrebbe fatta sentire meglio a prescindere". Il desiderio non è buono. Può essere crudele, malevolo, contorto, ambiguo, autolesionista, sfuggente, distruttivo. Non sappiamo mai fino in fondo a cosa stiamo acconsentendo e, tuttavia, il linguaggio del consenso sembra essere l'unico a nostra disposizione per stipulare un accordo reciproco, che però non sarà mai davvero pari, perché esisterà sempre qualcuno piú coinvolto emotivamente. Nel tentativo di dipanare il nodo, districando le pulsioni e le pratiche che ci emancipano da quelle che ci opprimono, ci dimentichiamo dell'esistenza di cose come l'ossessione erotica, il masochismo, la ricerca piú o meno consapevole dell'infelicità, la suddivisione del potere e la possibilità o meno di redistribuirlo. Si tende spesso a dimenticare che i rapporti funzionano esattamente come tutti i microgruppi sociali, creando e riproducendo delle disparità.

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