L'umano come donna
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Andreas-Salomé, Lou

L'umano come donna

Abstract: In questo breve saggio, scritto nel 1899, Salomé affronta la questione delladifferenza sessuale e dell'autonomia femminile, tracciando una sorta di"fenomenologia del femminile" su cui fonda l'idea della superiorità delladonna.Il femminile è un genere capace di "comprendere", contenere il maschile,mentre il maschile ha difficoltà a "contenere" il femminile. Quest'ultimo,come l'ovulo, è indefinito e sferico, ma non per questo oscuro, incompletoe inquietante; al contrario esso è per sua natura luminoso, indivisibile eautonomo, "naturalmente felice" perché unito al tutto infinito ed eterno.Mentre il maschile scopre la sua incompiutezza nella minuscola cellulache lo caratterizza, avanza all'infinito lungo una linea retta, in una eternainsoddisfazione che necessita sempre di nuovi obiettivi.Non c'è dunque alcuna ragione di invidiare l'uomo: il femminile è "simbolodel tutto e dell'eterno". Ma finché le donne non prenderanno in considerazionese stesse, "cercando di capirsi con il maggiore impegno e la massima serietàpossibile nella loro diversità dall'uomo… non sapranno mai quanto vastisiano in realtà i confini del loro mondo".


Titolo e contributi: L'umano come donna

Pubblicazione: VandA edizioni, 02/09/2022

EAN: 9788868994518

Data:02-09-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 02-09-2022

In questo breve saggio, scritto nel 1899, Salomé affronta la questione delladifferenza sessuale e dell'autonomia femminile, tracciando una sorta di"fenomenologia del femminile" su cui fonda l'idea della superiorità delladonna.Il femminile è un genere capace di "comprendere", contenere il maschile,mentre il maschile ha difficoltà a "contenere" il femminile. Quest'ultimo,come l'ovulo, è indefinito e sferico, ma non per questo oscuro, incompletoe inquietante; al contrario esso è per sua natura luminoso, indivisibile eautonomo, "naturalmente felice" perché unito al tutto infinito ed eterno.Mentre il maschile scopre la sua incompiutezza nella minuscola cellulache lo caratterizza, avanza all'infinito lungo una linea retta, in una eternainsoddisfazione che necessita sempre di nuovi obiettivi.Non c'è dunque alcuna ragione di invidiare l'uomo: il femminile è "simbolodel tutto e dell'eterno". Ma finché le donne non prenderanno in considerazionese stesse, "cercando di capirsi con il maggiore impegno e la massima serietàpossibile nella loro diversità dall'uomo… non sapranno mai quanto vastisiano in realtà i confini del loro mondo".

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