La nazi connection. Analogie con il nazismo nel dibattito sull'aborto
Risorsa locale

Steinem, Gloria

La nazi connection. Analogie con il nazismo nel dibattito sull'aborto

Abstract: In tutto il mondo l'alleanza tra movimenti pro-life e destra politica punta a svuotare le conquiste del movimento femminista e ad annullare l'autodeterminazione riproduttiva delle donne, subordinandola a imperativi di crescita demografica che a malapena celano l'intento di presidiare la "purezza razziale" delle diverse compagini nazionali. Questo intreccio perverso tra restaurazione patriarcale e razzismo non è nuovo, così come non è nuovo l'arsenale retorico utilizzato dallo schieramento antiabortista, a partire dall'abuso dell'analogia tra aborto e Olocausto e, a cascata, tra femminismo e nazismo.È un segno eloquente dei tempi il fatto che La "Nazi connection" continui a essere rilevante ancora oggi e, per certi versi, profetico. Apparso per la prima volta nel 1980, a ridosso dell'ascesa di Ronald Reagan alla Casa Bianca, il saggio di Gloria Steinem non soltanto mostra l'infondatezza dell'accostamento polemico tra interruzione volontaria di gravidanza ed eugenetica nazista, ma lo rovescia su sé stesso sollecitando chi legge a ragionare su un'altra analogia: quella tra la fine della Repubblica di Weimar e gli Stati Uniti dell'era reaganiana. Nel nostro caso possiamo evocare la posizione del Vaticano.Ancora una volta Steinem con dovizia di argomenti ci ricorda che è sempre sulla libertà delle donne che si gioca la partita della democrazia.


Titolo e contributi: La nazi connection. Analogie con il nazismo nel dibattito sull'aborto

Pubblicazione: VandA edizioni, 10/01/2022

EAN: 9788868994457

Data:10-01-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 10-01-2022

In tutto il mondo l'alleanza tra movimenti pro-life e destra politica punta a svuotare le conquiste del movimento femminista e ad annullare l'autodeterminazione riproduttiva delle donne, subordinandola a imperativi di crescita demografica che a malapena celano l'intento di presidiare la "purezza razziale" delle diverse compagini nazionali. Questo intreccio perverso tra restaurazione patriarcale e razzismo non è nuovo, così come non è nuovo l'arsenale retorico utilizzato dallo schieramento antiabortista, a partire dall'abuso dell'analogia tra aborto e Olocausto e, a cascata, tra femminismo e nazismo.È un segno eloquente dei tempi il fatto che La "Nazi connection" continui a essere rilevante ancora oggi e, per certi versi, profetico. Apparso per la prima volta nel 1980, a ridosso dell'ascesa di Ronald Reagan alla Casa Bianca, il saggio di Gloria Steinem non soltanto mostra l'infondatezza dell'accostamento polemico tra interruzione volontaria di gravidanza ed eugenetica nazista, ma lo rovescia su sé stesso sollecitando chi legge a ragionare su un'altra analogia: quella tra la fine della Repubblica di Weimar e gli Stati Uniti dell'era reaganiana. Nel nostro caso possiamo evocare la posizione del Vaticano.Ancora una volta Steinem con dovizia di argomenti ci ricorda che è sempre sulla libertà delle donne che si gioca la partita della democrazia.

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