Parlesia. La lingua segreta della musica napoletana
Risorsa locale

Saggese, Valeria

Parlesia. La lingua segreta della musica napoletana

Abstract: La parlesia è un gergo carbonaro, segreto, tramandato oralmente e al quale non è possibile attribuire una data precisa di origine, anche se è probabile che risalga addirittura al Medioevo. Adottata dai musicisti ambulanti napoletani – i cosiddetti "posteggiatori" – la parlesia si è trasformata in uno strumento di difesa nei confronti di impresari improvvisati e impostori, per poi venire sdoganata, o meglio legittimata, tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Settanta, grazie alle giovani generazioni di artisti napoletani, che non solo non avevano pregiudizi verso la musica popolare e il nomadismo urbano, ma anzi li guardavano con ammirazione, utilizzando e valorizzando elementi della tradizione.Giornalista radiofonica e animatrice culturale, Valeria Saggese costruisce un affresco storico-sociale attraverso una narrazione vivace e ricca di aneddoti, affidata anche alle testimonianze dirette di alcuni tra i più grandi protagonisti della musica napoletana: da James Senese a Enzo Gragnaniello, da Eugenio Bennato a Fausta Vetere, passando per Tullio De Piscopo, Gigi D'Alessio e Valentina Stella, per arrivare fino alle nuove leve come Clementino e Gnut, tutti accompagnati sempre dallo spirito guida di Pino Daniele.Artisti molto diversi tra loro ma accomunati dall'amore e il rispetto per un idioma segreto e in continua evoluzione, capace di offrire rifugio e nello stesso tempo porsi come collante per chi, attraverso la musica, era ed è alla ricerca di una "famiglia".


Titolo e contributi: Parlesia. La lingua segreta della musica napoletana

Pubblicazione: minimum fax, 01/09/2023

EAN: 9788833894836

Data:01-09-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe oppure con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-09-2023

La parlesia è un gergo carbonaro, segreto, tramandato oralmente e al quale non è possibile attribuire una data precisa di origine, anche se è probabile che risalga addirittura al Medioevo. Adottata dai musicisti ambulanti napoletani – i cosiddetti "posteggiatori" – la parlesia si è trasformata in uno strumento di difesa nei confronti di impresari improvvisati e impostori, per poi venire sdoganata, o meglio legittimata, tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Settanta, grazie alle giovani generazioni di artisti napoletani, che non solo non avevano pregiudizi verso la musica popolare e il nomadismo urbano, ma anzi li guardavano con ammirazione, utilizzando e valorizzando elementi della tradizione.Giornalista radiofonica e animatrice culturale, Valeria Saggese costruisce un affresco storico-sociale attraverso una narrazione vivace e ricca di aneddoti, affidata anche alle testimonianze dirette di alcuni tra i più grandi protagonisti della musica napoletana: da James Senese a Enzo Gragnaniello, da Eugenio Bennato a Fausta Vetere, passando per Tullio De Piscopo, Gigi D'Alessio e Valentina Stella, per arrivare fino alle nuove leve come Clementino e Gnut, tutti accompagnati sempre dallo spirito guida di Pino Daniele.Artisti molto diversi tra loro ma accomunati dall'amore e il rispetto per un idioma segreto e in continua evoluzione, capace di offrire rifugio e nello stesso tempo porsi come collante per chi, attraverso la musica, era ed è alla ricerca di una "famiglia".

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