Il senso delle donne per la città
Risorsa locale

Granata, Elena

Il senso delle donne per la città

Abstract: Se esiste un pensiero e un inconsapevole istinto delle donne per gli spazi, unito a una incisiva capacità d'azione, dovrà presto farsi largo e prendere forma. Le città ne hanno un disperato bisogno. Non potendo costruire hanno scritto. Di case, di città, di quartieri in trasformazione. Tenute lontane dall'architettura si sono dedicate alla fotografia, trovando mille modi per raccontare le persone e gli spazi della città. Escluse dalla pianificazione urbanistica si sono dedicate alla scala minuta, granulare, del design dell'abitare e della vita quotidiana, progettando spazi di prossimità e di benessere. Sono state piú giardiniere che progettiste, piú pedagogiste che ingegnere. Quando hanno potuto hanno generato pensiero e visioni lungimiranti, presto dimenticate; hanno osservato da vicino le città - nelle loro pratiche quotidiane - con il distacco che solo chi è escluso dai giochi può avere. Le donne, in forme varie e sempre eclettiche, hanno maturato un pensiero pratico sulla città che oggi non possiamo trascurare e di cui peraltro loro stesse non sono ancora pienamente consapevoli. Oggi che dobbiamo ripensare la relazione tra spazi e vita, tra tempi quotidiani e aspettative di benessere, tra natura e città, la prospettiva da cui guardano il mondo appare cruciale.


Titolo e contributi: Il senso delle donne per la città

Pubblicazione: EINAUDI, 24/10/2023

EAN: 9788806258283

Data:24-10-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 24-10-2023

Se esiste un pensiero e un inconsapevole istinto delle donne per gli spazi, unito a una incisiva capacità d'azione, dovrà presto farsi largo e prendere forma. Le città ne hanno un disperato bisogno. Non potendo costruire hanno scritto. Di case, di città, di quartieri in trasformazione. Tenute lontane dall'architettura si sono dedicate alla fotografia, trovando mille modi per raccontare le persone e gli spazi della città. Escluse dalla pianificazione urbanistica si sono dedicate alla scala minuta, granulare, del design dell'abitare e della vita quotidiana, progettando spazi di prossimità e di benessere. Sono state piú giardiniere che progettiste, piú pedagogiste che ingegnere. Quando hanno potuto hanno generato pensiero e visioni lungimiranti, presto dimenticate; hanno osservato da vicino le città - nelle loro pratiche quotidiane - con il distacco che solo chi è escluso dai giochi può avere. Le donne, in forme varie e sempre eclettiche, hanno maturato un pensiero pratico sulla città che oggi non possiamo trascurare e di cui peraltro loro stesse non sono ancora pienamente consapevoli. Oggi che dobbiamo ripensare la relazione tra spazi e vita, tra tempi quotidiani e aspettative di benessere, tra natura e città, la prospettiva da cui guardano il mondo appare cruciale.

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