Abstract: Stato, esercito, partiti di estrema destra, paramilitari, servizi segreti. Sono gli attori della guerra decennale in Colombia contro un solo nemico inerme: il popolo.Flavia Famà cerca di ricostruire le origini di un conflitto storico – fatto di uccisioni, sparizioni, deportazioni, violazioni continue dei diritti umani – e i tentativi di realizzare una tregua mai realmente raggiunta e forse nemmeno realmente voluta, almeno da alcune delle parti in guerra. Perché dietro tutto c'è il denaro, molto denaro – quello dei proprietari terrieri che non intendono redistribuire fra i contadini le terre incolte e quello dei narcotrafficanti o delle multinazionali –, oltre che un groviglio spaventoso di rapporti fra la politica e i grandi criminali, interessati a mantenere quello che l'autrice definisce "un eterno stato di caos".Otto milioni i contadini desplazados, cacciati dalle loro terre per mano di militari e paramilitari; decine di migliaia i desaparecidos, fra oppositori, sindacalisti e difensori dei diritti umani; migliaia i falsos positivos, vittime innocenti, rapite, torturate, uccise e travestite in modo da presentarle come esponenti della guerriglia. Sono numeri impressionanti, ma sono soprattutto persone in attesa di giustizia. Le cui vicende - come afferma Nando Dalla Chiesa nella prefazione - sono osservate con "occhi e sensibilità speciali", quelli appunto dell'autrice, impegnata con Libera e abituata "da tempo in Italia - scrive ancora Dalla Chiesa - a confrontarsi con i temi della violenza, della memoria, del doppio potere".
Titolo e contributi: I morti non parlano. La guerra infinita in Colombia
Pubblicazione: Villaggio Maori, 18/10/2023
EAN: 9788894898972
Data:18-10-2023
Stato, esercito, partiti di estrema destra, paramilitari, servizi segreti. Sono gli attori della guerra decennale in Colombia contro un solo nemico inerme: il popolo.Flavia Famà cerca di ricostruire le origini di un conflitto storico – fatto di uccisioni, sparizioni, deportazioni, violazioni continue dei diritti umani – e i tentativi di realizzare una tregua mai realmente raggiunta e forse nemmeno realmente voluta, almeno da alcune delle parti in guerra. Perché dietro tutto c'è il denaro, molto denaro – quello dei proprietari terrieri che non intendono redistribuire fra i contadini le terre incolte e quello dei narcotrafficanti o delle multinazionali –, oltre che un groviglio spaventoso di rapporti fra la politica e i grandi criminali, interessati a mantenere quello che l'autrice definisce "un eterno stato di caos".Otto milioni i contadini desplazados, cacciati dalle loro terre per mano di militari e paramilitari; decine di migliaia i desaparecidos, fra oppositori, sindacalisti e difensori dei diritti umani; migliaia i falsos positivos, vittime innocenti, rapite, torturate, uccise e travestite in modo da presentarle come esponenti della guerriglia. Sono numeri impressionanti, ma sono soprattutto persone in attesa di giustizia. Le cui vicende - come afferma Nando Dalla Chiesa nella prefazione - sono osservate con "occhi e sensibilità speciali", quelli appunto dell'autrice, impegnata con Libera e abituata "da tempo in Italia - scrive ancora Dalla Chiesa - a confrontarsi con i temi della violenza, della memoria, del doppio potere".
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