Memorie minime
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Bollati, Giulio - Magris, Claudio

Memorie minime

Abstract: "Brevi pagine che hanno la tenera freschezza di una foglia pur essendo essenziali come la sua nervatura."Claudio MagrisMemorie minime raccoglie otto brevi prose – minime, appunto – che Giulio Bollati ha lasciato dietro di sé, quasi perdute, che sono state raccolte dopo la sua morte, pubblicate con una prefazione di Claudio Magris nel 2001 e che vengono riproposte oggi in questa nuova edizione.L'editore e l'intellettuale lasciano qui spazio allo scrittore puro, al cesellatore di ricordi e frammenti, al prosatore elegante. Come immagini fotografiche sbiadite, questi brevi flash narrativi schiudono memorie e mandano lampi di poesia. Non senza ironia (indimenticabile la gita in Provenza con Italo Calvino a trovare Pablo, "Pablo chi?", Pablo Picasso), sono tuttavia costellati di un'amarezza leggera o, forse meglio, di una soavità profonda.È un Giulio Bollati "minore", può darsi, ma c'è l'ingegno dell'editore raffinato anche in queste pagine, scritte per sé e non per essere pubblicate, dunque intime e profondamente autentiche. 


Titolo e contributi: Memorie minime

Pubblicazione: Bollati Boringhieri, 26/01/2024

EAN: 9788833943039

Data:26-01-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 26-01-2024

"Brevi pagine che hanno la tenera freschezza di una foglia pur essendo essenziali come la sua nervatura."Claudio MagrisMemorie minime raccoglie otto brevi prose – minime, appunto – che Giulio Bollati ha lasciato dietro di sé, quasi perdute, che sono state raccolte dopo la sua morte, pubblicate con una prefazione di Claudio Magris nel 2001 e che vengono riproposte oggi in questa nuova edizione.L'editore e l'intellettuale lasciano qui spazio allo scrittore puro, al cesellatore di ricordi e frammenti, al prosatore elegante. Come immagini fotografiche sbiadite, questi brevi flash narrativi schiudono memorie e mandano lampi di poesia. Non senza ironia (indimenticabile la gita in Provenza con Italo Calvino a trovare Pablo, "Pablo chi?", Pablo Picasso), sono tuttavia costellati di un'amarezza leggera o, forse meglio, di una soavità profonda.È un Giulio Bollati "minore", può darsi, ma c'è l'ingegno dell'editore raffinato anche in queste pagine, scritte per sé e non per essere pubblicate, dunque intime e profondamente autentiche. 

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