Bere il tè per coltivare e prolungare la vita
Risorsa locale

Calzolari, Silvio

Bere il tè per coltivare e prolungare la vita

Abstract: Nel Kissa Yojoki il monaco buddhista Eisai sintetizza la visione della salute propria del Buddhismo con l'arte di bere il tè. Il monaco ci guida in un mondo dove le dottrine e le tecniche dell'antica medicina cinese si mescolano con l'arte di esorcizzare i demoni delle malattie e della mente attraverso l'uso di formule magiche (dharan) proprie del Buddhismo esoterico. Per Eisai, il tè è la più straordinaria medicina per coltivare la salute e uno dei segreti per ottenere una vita lunga e sana. In questo volume Silvio Calzolari, attraverso la storia della vita e dell'opera del bonzo Eisai, esplora la trasformazione culturale e religiosa del tè in Cina, dalle origini mitiche all'uso dietologico che ne facevano i mistici del Daoismo, fino alle pratiche meditative dei monaci del Buddhismo e al suo arrivo in Giappone. In appendice, la traduzione delle due versioni del Kissa Yojoki, quella del 1211 e quella del 1214.


Titolo e contributi: Bere il tè per coltivare e prolungare la vita

Pubblicazione: Jouvence, 01/03/2024

Data:01-03-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-03-2024

Nel Kissa Yojoki il monaco buddhista Eisai sintetizza la visione della salute propria del Buddhismo con l'arte di bere il tè. Il monaco ci guida in un mondo dove le dottrine e le tecniche dell'antica medicina cinese si mescolano con l'arte di esorcizzare i demoni delle malattie e della mente attraverso l'uso di formule magiche (dharan) proprie del Buddhismo esoterico. Per Eisai, il tè è la più straordinaria medicina per coltivare la salute e uno dei segreti per ottenere una vita lunga e sana. In questo volume Silvio Calzolari, attraverso la storia della vita e dell'opera del bonzo Eisai, esplora la trasformazione culturale e religiosa del tè in Cina, dalle origini mitiche all'uso dietologico che ne facevano i mistici del Daoismo, fino alle pratiche meditative dei monaci del Buddhismo e al suo arrivo in Giappone. In appendice, la traduzione delle due versioni del Kissa Yojoki, quella del 1211 e quella del 1214.

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