Nelle tante Italie. Gattopardi e "uomini militanti" nei conflitti della modernità
Risorsa locale

Iermano, Toni

Nelle tante Italie. Gattopardi e "uomini militanti" nei conflitti della modernità

Abstract: In un'umida sera dell'ottobre 1860 anche a Donnafugata era arrivata l'Italia. "Dietro la scrivania di don Calogero fiammeggiava una oleografia di Garibaldi e (di già) una di Vittorio Emanuele, fortunatamente collocata a destra". Don Fabrizio Salina ebbe il buon gusto di non brindare con il pretesto che "le grandi gioie sono mute". Da quel momento gattopardi, "uomini militanti", voltagabbana di mestiere, capitani di ventura saranno protagonisti della non bucolica storia dell'identità italiana. Francesco De Sanctis fin dagli anni della Scuola di Vico Bisi, conclusa sulle barricate del '48, aveva esortato le nuove generazioni a credere nella concretezza dell'Idea e nell'intimo rapporto tra la Scienza e la Vita. Le vicende post-unitarie, oltre la cortina dei travestimenti patriottici, esaltarono la supremazia di quell'Uomo del Guicciardini che tradiva le utopie concrete per rinnovare antichi vizi e seducenti corruzioni. Eppure l'"uomo militante" non ha smesso di postulare, pur nella complessità delle tante Italie, il senso vivente della conoscenza e della non defilata militanza. Il meridionalista Leopoldo Franchetti (livornese come il rivoluzionario Carlo Bini), costituì un audace esempio di questa esplorazione tra i perenni conflitti della modernità.


Titolo e contributi: Nelle tante Italie. Gattopardi e "uomini militanti" nei conflitti della modernità

Pubblicazione: Liguori Editore, 01/01/2022

EAN: 9788820769307

Data:01-01-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-01-2022

In un'umida sera dell'ottobre 1860 anche a Donnafugata era arrivata l'Italia. "Dietro la scrivania di don Calogero fiammeggiava una oleografia di Garibaldi e (di già) una di Vittorio Emanuele, fortunatamente collocata a destra". Don Fabrizio Salina ebbe il buon gusto di non brindare con il pretesto che "le grandi gioie sono mute". Da quel momento gattopardi, "uomini militanti", voltagabbana di mestiere, capitani di ventura saranno protagonisti della non bucolica storia dell'identità italiana. Francesco De Sanctis fin dagli anni della Scuola di Vico Bisi, conclusa sulle barricate del '48, aveva esortato le nuove generazioni a credere nella concretezza dell'Idea e nell'intimo rapporto tra la Scienza e la Vita. Le vicende post-unitarie, oltre la cortina dei travestimenti patriottici, esaltarono la supremazia di quell'Uomo del Guicciardini che tradiva le utopie concrete per rinnovare antichi vizi e seducenti corruzioni. Eppure l'"uomo militante" non ha smesso di postulare, pur nella complessità delle tante Italie, il senso vivente della conoscenza e della non defilata militanza. Il meridionalista Leopoldo Franchetti (livornese come il rivoluzionario Carlo Bini), costituì un audace esempio di questa esplorazione tra i perenni conflitti della modernità.

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.