La grande foresta
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Faulkner, William

La grande foresta

Abstract: Le storie di caccia che animano "La grande foresta" compongono, come i capitoli di un romanzo, un'unica, grande storia: quella della conquista di una maturità che per il giovane Ike McCaslin si compie quando uccide la prima preda – o forse nell'istante in cui la preda lo riconosce abbastanza uomo e accetta di farsi uccidere da lui. Perché la foresta di Faulkner è luogo fisico e proiezione metafisica, e l'uomo, attraverso il rituale della caccia, vi giunge a comprendere se stesso e la propria identità in rapporto agli altri e soprattutto rispetto alla natura. Una natura selvaggia e nobile, potente e senza tempo, il cui simbolo è il grande orso zoppo, il Vecchio Ben, inseguito e braccato da cani e cacciatori anno dopo anno, in ossequio a codici e cerimoniali tramandati di padre in figlio, e condivisi tanto dagli ultimi indiani Chickasaw quanto dai bianchi, poveri e ignoranti oppure "aristocratici" come i McCaslin e i De Spain. Una continuità morale, armonica, che tuttavia proprio Ike vedrà tramontare quando, in una foresta fiaccata dalle asce e dal progresso come un pugile chiuso in angolo, squarciata dal cemento e dal catrame, i suoi nipoti andranno a caccia senza più regole né remore, e uccideranno soltanto per il gusto di uccidere.


Titolo e contributi: La grande foresta

Pubblicazione: Adelphi, 03/04/2024

EAN: 9788845917233

Data:03-04-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 03-04-2024

Le storie di caccia che animano "La grande foresta" compongono, come i capitoli di un romanzo, un'unica, grande storia: quella della conquista di una maturità che per il giovane Ike McCaslin si compie quando uccide la prima preda – o forse nell'istante in cui la preda lo riconosce abbastanza uomo e accetta di farsi uccidere da lui. Perché la foresta di Faulkner è luogo fisico e proiezione metafisica, e l'uomo, attraverso il rituale della caccia, vi giunge a comprendere se stesso e la propria identità in rapporto agli altri e soprattutto rispetto alla natura. Una natura selvaggia e nobile, potente e senza tempo, il cui simbolo è il grande orso zoppo, il Vecchio Ben, inseguito e braccato da cani e cacciatori anno dopo anno, in ossequio a codici e cerimoniali tramandati di padre in figlio, e condivisi tanto dagli ultimi indiani Chickasaw quanto dai bianchi, poveri e ignoranti oppure "aristocratici" come i McCaslin e i De Spain. Una continuità morale, armonica, che tuttavia proprio Ike vedrà tramontare quando, in una foresta fiaccata dalle asce e dal progresso come un pugile chiuso in angolo, squarciata dal cemento e dal catrame, i suoi nipoti andranno a caccia senza più regole né remore, e uccideranno soltanto per il gusto di uccidere.

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