100 contro uno
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Bernardini, Giorgio

100 contro uno

Abstract: Combattuta tra il 30 novembre 1939 e il 12 marzo 1940, la guerra russo-finlandese, anche nota come Guerra d'inverno, inizia con l'attacco da parte dell'Unione Sovietica alla Finlandia. Da un lato l'URSS ambisce a conquistare alcuni territori strategici finlandesi, dall'altro la Finlandia non vuole di certo cedere alle richieste sovietiche, non soltanto per motivi patriottici. La guerra terminerà nel 1940 con il trattato di Mosca e la cessione di molti territori all'URSS. Ma, al di là dell'esito del conflitto, si chiede Giorgio Bernardini, come è stato possibile per un "piccolo" popolo, con un rapporto di uomini di 1 a 10 e con un armamento infinitamente inferiore, resistere? Come, addirittura, minacciare Leningrado, bloccare i rifornimenti sovietici ed essere infine quasi decisivo per l'equilibrio delle sorti in Europa? Nonostante la risposta sia complessa, per l'autore è possibile riassumerla in un'unica espressione, cioè nell'ideale che avrebbe insegnato agli stessi aggressori la via per resistere al gigante militare hitleriano due anni dopo: la guerra di popolo.


Titolo e contributi: 100 contro uno

Pubblicazione: Res Gestae, 22/04/2024

Data:22-04-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 22-04-2024

Combattuta tra il 30 novembre 1939 e il 12 marzo 1940, la guerra russo-finlandese, anche nota come Guerra d'inverno, inizia con l'attacco da parte dell'Unione Sovietica alla Finlandia. Da un lato l'URSS ambisce a conquistare alcuni territori strategici finlandesi, dall'altro la Finlandia non vuole di certo cedere alle richieste sovietiche, non soltanto per motivi patriottici. La guerra terminerà nel 1940 con il trattato di Mosca e la cessione di molti territori all'URSS. Ma, al di là dell'esito del conflitto, si chiede Giorgio Bernardini, come è stato possibile per un "piccolo" popolo, con un rapporto di uomini di 1 a 10 e con un armamento infinitamente inferiore, resistere? Come, addirittura, minacciare Leningrado, bloccare i rifornimenti sovietici ed essere infine quasi decisivo per l'equilibrio delle sorti in Europa? Nonostante la risposta sia complessa, per l'autore è possibile riassumerla in un'unica espressione, cioè nell'ideale che avrebbe insegnato agli stessi aggressori la via per resistere al gigante militare hitleriano due anni dopo: la guerra di popolo.

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