Gli italiani e i rischi naturali. Perché la prevenzione ci può salvare
Risorsa locale

Musumeci, Nello - Caporale, Giuseppe

Gli italiani e i rischi naturali. Perché la prevenzione ci può salvare

Abstract: "La vera funzione della Protezione civile non è arrivare in fretta col soccorso e tirar fuori i morti dalle macerie, o cercarvi di salvare quelli che si trovano sotto le macerie. È tutta la politica di previsione e di prevenzione che deve accompagnare la vita di una comunità". Giuseppe ZamberlettiOltre centomila vittime di disastri nell'ultimo secolo, la memoria delle calamità rimossa, la prevenzione rifiutata, le ricostruzioni lunghe e costose, le contestate delocalizzazioni, le paure nei Campi Flegrei, le colpe dell'uomo e quelle del cambiamento climatico. Alle domande di un giornalista, autore di inchieste su clima e dissesto del territorio, risponde il ministro per la Protezione civile (quella italiana è fra le più apprezzate al mondo). Un'intervista senza reticenze, con parole chiare e semplici, lontane dal "politicamente corretto". E spiega come solo una "nuova cultura del rischio", che coinvolga istituzioni e cittadini, potrà proteggere l'Italia da future catastrofi.


Titolo e contributi: Gli italiani e i rischi naturali. Perché la prevenzione ci può salvare

Pubblicazione: Rubbettino Editore, 18/07/2024

EAN: 9788849881776

Data:18-07-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-07-2024

"La vera funzione della Protezione civile non è arrivare in fretta col soccorso e tirar fuori i morti dalle macerie, o cercarvi di salvare quelli che si trovano sotto le macerie. È tutta la politica di previsione e di prevenzione che deve accompagnare la vita di una comunità". Giuseppe ZamberlettiOltre centomila vittime di disastri nell'ultimo secolo, la memoria delle calamità rimossa, la prevenzione rifiutata, le ricostruzioni lunghe e costose, le contestate delocalizzazioni, le paure nei Campi Flegrei, le colpe dell'uomo e quelle del cambiamento climatico. Alle domande di un giornalista, autore di inchieste su clima e dissesto del territorio, risponde il ministro per la Protezione civile (quella italiana è fra le più apprezzate al mondo). Un'intervista senza reticenze, con parole chiare e semplici, lontane dal "politicamente corretto". E spiega come solo una "nuova cultura del rischio", che coinvolga istituzioni e cittadini, potrà proteggere l'Italia da future catastrofi.

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