Sono molte le cose umane
Risorsa locale

Cibrario, Benedetta - rollo, alberto

Sono molte le cose umane

Abstract: Dopo la smagliante novella Lo Scurnuso, pubblicata nel 2011, Benedetta Cibrario, sapiente orafa della misura breve, è tornata al racconto con una sequenza maestosa di storie e di personaggi che lasciano il segno. Ci vengono incontro l'elegante signor Mättli con il cane Flock al guinzaglio, misteriosa presenza all'ultimo piano di un condominio dove solo lo sguardo immaginoso di una bambina sa arrivare; la direttrice di sala Helen Bailey e lo chef Tomász Wozniak, che, nella Londra dei primi anni cinquanta, forti della vita che ricomincia, intrecciano una saporitissima corrispondenza fatta di piatti eccellenti e di garbate tenerezze; un uomo che, rimasto senza lavoro, passa le giornate fuori casa, in un parco, in attesa di fare ritorno dalla sua famiglia che, ignara, lo attende come sempre. Molti sono i personaggi che abitano l'immaginazione di Benedetta Cibrario e ritagliano lo spazio dell'accadere, il flusso magico delle "cose umane". Con sensibilità e passione la narrazione si muove, da un'epoca all'altra, da una figura del presepe napoletano alla sgomentante apparizione di elefanti sulle Alpi che furono le montagne di Annibale, da un ritratto all'altro, tutti modellati nella docile materia di cui sono fatti uomini e donne, in cui risuona - chi meglio di Cibrario potrebbe restituirlo? - il rumore del mondo.


Titolo e contributi: Sono molte le cose umane

Pubblicazione: Mondadori, 27/08/2024

EAN: 9788804791836

Data:27-08-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 27-08-2024

Dopo la smagliante novella Lo Scurnuso, pubblicata nel 2011, Benedetta Cibrario, sapiente orafa della misura breve, è tornata al racconto con una sequenza maestosa di storie e di personaggi che lasciano il segno. Ci vengono incontro l'elegante signor Mättli con il cane Flock al guinzaglio, misteriosa presenza all'ultimo piano di un condominio dove solo lo sguardo immaginoso di una bambina sa arrivare; la direttrice di sala Helen Bailey e lo chef Tomász Wozniak, che, nella Londra dei primi anni cinquanta, forti della vita che ricomincia, intrecciano una saporitissima corrispondenza fatta di piatti eccellenti e di garbate tenerezze; un uomo che, rimasto senza lavoro, passa le giornate fuori casa, in un parco, in attesa di fare ritorno dalla sua famiglia che, ignara, lo attende come sempre. Molti sono i personaggi che abitano l'immaginazione di Benedetta Cibrario e ritagliano lo spazio dell'accadere, il flusso magico delle "cose umane". Con sensibilità e passione la narrazione si muove, da un'epoca all'altra, da una figura del presepe napoletano alla sgomentante apparizione di elefanti sulle Alpi che furono le montagne di Annibale, da un ritratto all'altro, tutti modellati nella docile materia di cui sono fatti uomini e donne, in cui risuona - chi meglio di Cibrario potrebbe restituirlo? - il rumore del mondo.

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