L'egemonia della superficie. Contributi alla critica del postmoderno avanzato
Risorsa locale

Gatto, Marco

L'egemonia della superficie. Contributi alla critica del postmoderno avanzato

Abstract: Ipermoderna o postmoderna? La nostra epoca registra l'avanzata senza limiti del capitalismo finanziario e, allo stesso tempo, l'evanescenza dei rapporti sociali. E la cultura? Nutre e alimenta il sistema che ha cannibalizzato la sua autonomia: l'illusione di una completa libertà nelle manifestazioni espressive, estetiche e simboliche nasconde infatti una "gestione capitalistica delle istanze di sovversione", che genera solo "superfici, simulacri, astrazioni verbali prive di contenuto concreto" e di carica politica. Ma come si manifesta la "superficializzazione del mondo"? Rispolverando un lessico filosofico quasi dimenticato, Marco Gatto riflette sul nesso inscindibile tra estetica, economia e politica per denunciare "l'incorporazione del capitale nel soggetto", colonizzato nel suo intimo e nel suo agire pratico dalle ragioni capitalistiche. Prende così forma una critica della cultura di marcata derivazione francofortese che lotta contro la manomissione neoliberale della dialettica e respinge l'assalto al concetto di totalità, demistificando tanto lo scacchiere culturale e intellettuale nostrano quanto la sinergia tra cultura antagonistica e ideologia capitalistica


Titolo e contributi: L'egemonia della superficie. Contributi alla critica del postmoderno avanzato

Pubblicazione: Castelvecchi, 04/10/2024

ISBN: 9791256141128

Data:04-10-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 04-10-2024

Ipermoderna o postmoderna? La nostra epoca registra l'avanzata senza limiti del capitalismo finanziario e, allo stesso tempo, l'evanescenza dei rapporti sociali. E la cultura? Nutre e alimenta il sistema che ha cannibalizzato la sua autonomia: l'illusione di una completa libertà nelle manifestazioni espressive, estetiche e simboliche nasconde infatti una "gestione capitalistica delle istanze di sovversione", che genera solo "superfici, simulacri, astrazioni verbali prive di contenuto concreto" e di carica politica. Ma come si manifesta la "superficializzazione del mondo"? Rispolverando un lessico filosofico quasi dimenticato, Marco Gatto riflette sul nesso inscindibile tra estetica, economia e politica per denunciare "l'incorporazione del capitale nel soggetto", colonizzato nel suo intimo e nel suo agire pratico dalle ragioni capitalistiche. Prende così forma una critica della cultura di marcata derivazione francofortese che lotta contro la manomissione neoliberale della dialettica e respinge l'assalto al concetto di totalità, demistificando tanto lo scacchiere culturale e intellettuale nostrano quanto la sinergia tra cultura antagonistica e ideologia capitalistica

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