Lo stato atomico
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Jungk, Robert

Lo stato atomico

Abstract: Lo stato atomico, pubblicato nel 1977, appare oggi dotato di una straordinaria preveggenza nel comprendere le conseguenze del passaggio, dopo Hiroshima e Nagasaki, allo sfruttamento industriale dell'energia nucleare in nome di una falsa separazione tra "atomo per la guerra" e "atomo per la pace": perdita di democrazia, di natura – di futuro. E se, dopo i disastri di Černobyl' (1986) e Fukushima (2011), il mondo aveva mostrato una qualche resipiscenza, assistiamo oggi al diffondersi di un nuovo ossimoro: il "nucleare verde", il "nucleare per l'ambiente". Poco importa la disseminazione di scorie radioattive ineliminabili per millenni, o il fatto che – proprio come Jungk aveva previsto cinquant'anni fa – le centrali nucleari siano diventate obiettivi bellici, con i reattori di Zaporižžja ostaggio della guerra russo-ucraina: i nuovi sostenitori dell'atomo ci invitano a chiudere gli occhi, in nome della crescita e persino dell'ecologia, su un'economia che vuole reattori negli oceani, sulla Luna, su Marte, e – miniaturizzati – nei cortili di casa nostra.


Titolo e contributi: Lo stato atomico

Pubblicazione: Castelvecchi, 26/09/2024

EAN: 9788832908916

Data:26-09-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 26-09-2024

Lo stato atomico, pubblicato nel 1977, appare oggi dotato di una straordinaria preveggenza nel comprendere le conseguenze del passaggio, dopo Hiroshima e Nagasaki, allo sfruttamento industriale dell'energia nucleare in nome di una falsa separazione tra "atomo per la guerra" e "atomo per la pace": perdita di democrazia, di natura – di futuro. E se, dopo i disastri di Černobyl' (1986) e Fukushima (2011), il mondo aveva mostrato una qualche resipiscenza, assistiamo oggi al diffondersi di un nuovo ossimoro: il "nucleare verde", il "nucleare per l'ambiente". Poco importa la disseminazione di scorie radioattive ineliminabili per millenni, o il fatto che – proprio come Jungk aveva previsto cinquant'anni fa – le centrali nucleari siano diventate obiettivi bellici, con i reattori di Zaporižžja ostaggio della guerra russo-ucraina: i nuovi sostenitori dell'atomo ci invitano a chiudere gli occhi, in nome della crescita e persino dell'ecologia, su un'economia che vuole reattori negli oceani, sulla Luna, su Marte, e – miniaturizzati – nei cortili di casa nostra.

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