Il piano Draghi. Il documento sulla competitività Europea
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Il piano Draghi. Il documento sulla competitività Europea

Abstract: E' dall'inizio di questo secolo che l'Europa si preoccupa per il rallentamento dellacrescita. Varie strategie per risollevare i tassi di crescita si sono succedute, ma la tendenza è rimasta invariata. Rispetto a tutta una serie di parametri, tra l'Unione europea e gli Stati Uniti si è aperto un ampio divario in termini di Pil, trainatoprincipalmente da un più pronunciato rallentamento della crescita della produttività in Europa. A pagarne il prezzo sono state le famiglie europee, che hanno vistopeggiorare il proprio tenore di vita.Dal 2000 a oggi, il reddito disponibile reale pro capite è cresciuto quasi del doppio negli Stati Uniti rispetto all'UE. Per la maggior parte di questo periodo, il rallentamento della crescita è stato considerato un problema, ma non una calamità. Gli esportatori europei sono riusciti a conquistare quote di mercato in areedel mondo a più rapida crescita, in particolare in Asia. Molte più donne sono entrate a far parte della forza lavoro, innalzando il contributo del lavoro stesso alla crescita. E, dopo le crisi del 2008-2012, la disoccupazione è costantemente diminuita in tutta Europa, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e a mantenere il benessere sociale.In un mondo geopoliticamente stabile, non avevamo motivo di preoccuparcidell'aumento delle dipendenze da paesi che ci aspettavamo sarebberorimasti nostri amici. Ora, però, le fondamenta sulle quali abbiamo costruito stannovacillando.


Titolo e contributi: Il piano Draghi. Il documento sulla competitività Europea

Pubblicazione: IlSole24Ore Publishing and Digital, 18/09/2024

Data:18-09-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-09-2024

E' dall'inizio di questo secolo che l'Europa si preoccupa per il rallentamento dellacrescita. Varie strategie per risollevare i tassi di crescita si sono succedute, ma la tendenza è rimasta invariata. Rispetto a tutta una serie di parametri, tra l'Unione europea e gli Stati Uniti si è aperto un ampio divario in termini di Pil, trainatoprincipalmente da un più pronunciato rallentamento della crescita della produttività in Europa. A pagarne il prezzo sono state le famiglie europee, che hanno vistopeggiorare il proprio tenore di vita.Dal 2000 a oggi, il reddito disponibile reale pro capite è cresciuto quasi del doppio negli Stati Uniti rispetto all'UE. Per la maggior parte di questo periodo, il rallentamento della crescita è stato considerato un problema, ma non una calamità. Gli esportatori europei sono riusciti a conquistare quote di mercato in areedel mondo a più rapida crescita, in particolare in Asia. Molte più donne sono entrate a far parte della forza lavoro, innalzando il contributo del lavoro stesso alla crescita. E, dopo le crisi del 2008-2012, la disoccupazione è costantemente diminuita in tutta Europa, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e a mantenere il benessere sociale.In un mondo geopoliticamente stabile, non avevamo motivo di preoccuparcidell'aumento delle dipendenze da paesi che ci aspettavamo sarebberorimasti nostri amici. Ora, però, le fondamenta sulle quali abbiamo costruito stannovacillando.

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