La felicità non è un lusso
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Morselli, Guido

La felicità non è un lusso

Abstract: Oltre che un grande romanziere ignorato, Morselli fu anche un notevole, sottile saggista, che pubblicò sporadicamente qualche testo, restando tuttavia anche in questo caso misconosciuto. Oggi i numerosi lettori dei suoi romanzi potranno scoprire da questo libro l'altro versante della sua opera. Si tratta di saggi e articoli inediti o dispersi in giornali e riviste quasi mai di primo piano, scritti fra il 1937 e il 1971. Eppure i temi erano – e sono ancora – particolarmente vivi e le argomentazioni di Morselli molto acute, negli ambiti più diversi: si tratti del marxismo o della questione meridionale, del suicidio o della felicità, del rapporto fra caso e necessità o delle origini fisiologiche dell'inconscio, del destino della civiltà occidentale o di quello del romanzo. Morselli non si accontenta mai di sostare sulla soglia degli edifici che vuole conoscere: ogni volta esige di visitarne tutte le stanze e di penetrarne i meandri più riposti. Si avverte in lui un'insofferenza per le tesi che lo circondano come verità acquisite – e che tali non sono. Così, la sua inquieta e onnivora curiosità lo spinge sempre oltre, ancora una volta in solitudine.


Titolo e contributi: La felicità non è un lusso

Pubblicazione: Adelphi, 01/10/2024

EAN: 9788845910425

Data:01-10-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-10-2024

Oltre che un grande romanziere ignorato, Morselli fu anche un notevole, sottile saggista, che pubblicò sporadicamente qualche testo, restando tuttavia anche in questo caso misconosciuto. Oggi i numerosi lettori dei suoi romanzi potranno scoprire da questo libro l'altro versante della sua opera. Si tratta di saggi e articoli inediti o dispersi in giornali e riviste quasi mai di primo piano, scritti fra il 1937 e il 1971. Eppure i temi erano – e sono ancora – particolarmente vivi e le argomentazioni di Morselli molto acute, negli ambiti più diversi: si tratti del marxismo o della questione meridionale, del suicidio o della felicità, del rapporto fra caso e necessità o delle origini fisiologiche dell'inconscio, del destino della civiltà occidentale o di quello del romanzo. Morselli non si accontenta mai di sostare sulla soglia degli edifici che vuole conoscere: ogni volta esige di visitarne tutte le stanze e di penetrarne i meandri più riposti. Si avverte in lui un'insofferenza per le tesi che lo circondano come verità acquisite – e che tali non sono. Così, la sua inquieta e onnivora curiosità lo spinge sempre oltre, ancora una volta in solitudine.

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