I giorni dell'ira. Storie di matricidi
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Crepet, Paolo - De Cataldo, Giancarlo

I giorni dell'ira. Storie di matricidi

Abstract: A volte, per capire la norma, bisogna conoscere l'eccezione. È proprio per questo, per capire l'umano, che Paolo Crepet e Giancarlo De Cataldo decidono di affrontare uno fra i crimini più atroci e più perturbanti: il matricidio. Attingendo alla loro esperienza professionale – di psichiatra l'uno, di giudice l'altro –, portano alla luce quattro casi che la cronaca ha preferito dimenticare. Ed è qui, di fronte a questo male insondabile, che i due autori si trovano a fare una scelta: per parlare del matricidio, dovranno rinunciare al linguaggio asettico della cronaca, ripudiare la distanza salvifica del saggio, per immergersi nel fango di queste storie, abitarlo, raccontarlo. Abbandonando dati statistici, giudizi e precetti morali, Crepet e De Cataldo esplorano la lucida crudeltà di queste azioni per cercare di capire il disagio profondo che attraversa una parte – quanto consistente? – del mondo giovanile. Solo in questo modo è possibile parlare di quanto sta a monte di un atto così efferato, la precondizione del matricidio: l'indifferenza, ovvero l'opposto dell'amore."Dentro un delitto dobbiamo cercare di capire l'origine delle nostre paure. Questo è l'unico senso che ha, per noi, il parlare del Male."


Titolo e contributi: I giorni dell'ira. Storie di matricidi

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 05/11/2024

EAN: 9788807070709

Data:05-11-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 05-11-2024

A volte, per capire la norma, bisogna conoscere l'eccezione. È proprio per questo, per capire l'umano, che Paolo Crepet e Giancarlo De Cataldo decidono di affrontare uno fra i crimini più atroci e più perturbanti: il matricidio. Attingendo alla loro esperienza professionale – di psichiatra l'uno, di giudice l'altro –, portano alla luce quattro casi che la cronaca ha preferito dimenticare. Ed è qui, di fronte a questo male insondabile, che i due autori si trovano a fare una scelta: per parlare del matricidio, dovranno rinunciare al linguaggio asettico della cronaca, ripudiare la distanza salvifica del saggio, per immergersi nel fango di queste storie, abitarlo, raccontarlo. Abbandonando dati statistici, giudizi e precetti morali, Crepet e De Cataldo esplorano la lucida crudeltà di queste azioni per cercare di capire il disagio profondo che attraversa una parte – quanto consistente? – del mondo giovanile. Solo in questo modo è possibile parlare di quanto sta a monte di un atto così efferato, la precondizione del matricidio: l'indifferenza, ovvero l'opposto dell'amore."Dentro un delitto dobbiamo cercare di capire l'origine delle nostre paure. Questo è l'unico senso che ha, per noi, il parlare del Male."

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